proteste e lamentele

Puzze nauseabonde “soffocano” l’intera città da oltre dieci giorni

Chiesta una conferenza di servizi per affrontare il problema degli odori insopportabili

Puzze nauseabonde “soffocano” l’intera città da oltre dieci giorni

Da mercoledì della scorsa settimana a Cassano d’Adda si “soffoca”. Odori acri, pungenti, simili a plastica o gomma bruciate e al catrame si sentono in diverse ore del giorno e della notte e anche in differenti posti della città. Un fenomeno che non si è mai sviluppato in modo così esteso. In passato, infatti, era capitato che si avvertissero puzze a Groppello, e tutti avevano puntato il dito contro l’azienda nella cava che produce asfalto e conglomerati bituminosi, ma il periodo era sempre stato limitato.

Preoccupazione per la salute

I cassanesi sono preoccupati dalle esalazioni, ritenute da alcuni nauseabonde e irritanti al punto da far bruciare gola e occhi. “Non sappiamo cosa stiamo respirando, temiamo per la nostra salute”, è il tenore dei commenti comparsi sui social.

La situazione ha spinto l’Amministrazione a pubblicare un comunicato. La nota diffusa dal Municipio invita i cittadini a compilare l’apposito modulo predisposto dall’ufficio Ambiente per le segnalazioni di molestie olfattive.

Dal 25 marzo i residenti non hanno più pace: gli odori si avvertono ovunque, da Groppello alla zona di Cristo Risorto e a quella centrale.

Sospettiamo provengano dalla cava, e abbiamo già contattato i referenti, ma le fonti possono essere più di una coinvolgendo anche realtà industriali. Abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di una conferenza di servizi per confrontarci con Arpa, Città metropolitana, Regione e altri soggetti interessati e chiederemo di avere dei dati certi per sapere cosa stiamo respirando. Le segnalazioni sono importanti affinché i tempi siano brevi. Una volta definita la situazione, chiederemo anche dei monitoraggi accurati su queste emissioni e il nostro scopo è che cessino. Confidiamo in un incontro nella settimana dopo Pasqua

ha spiegato il sindaco Fabio Colombo.