Covid-19

Primi test sierologici in auto in Martesana: li paga un imprenditore generoso

I primi a essere testati sono coloro che hanno avuto sintomi, ma non sono stati sottoposti a tampone.

Primi test sierologici in auto in Martesana: li paga un imprenditore generoso
Melzese, 02 Maggio 2020 ore 09:21

Sono circa un centinaio i vignatesi che sono stati sottoposti ai test sierologici. Merito del sindaco Paolo Gobbi che ha avviato l’iniziativa e di un generoso imprenditore che l’ha finanziata.

Test sierologici in collaborazione con i medici

Un’iniziativa che il sindaco Gobbi sta portando avanti insieme ai medici di base di Vignate. Sono loro infatti ad aver fornito la lista delle persone da sottoporre ai test in base all’esperienza maturata durante questi mesi di contagio. In particolare saranno testati coloro che hanno sviluppato sintomi assimilabili al SarsCov2, ma che non hanno fatto il tampone perché non ospedalizzati. Oltre a loro anche congiunti, familiari o persone che potrebbero essere entrati in contatti con individui positivi.

Creare una mappa del contagio

Come spiegato dal sindaco, l’obiettivo di questa iniziativa non è certo consegnare una “patente di immunità”, ma avere un quadro più chiaro su come si sia sviluppato il contagio a Vignate.

Questi test servono per avere una statistica più accurata delle persone che sono entrate in contatto con il virus e mappare il contagio. Inizialmente ho cercato di acquistare i test in collaborazione con Farcom, l’azienda farmaceutica comunale, ma siamo stati bloccati da Federfarma che ha posto il veto su questo genere di iniziative. Fortunatamente un imprenditore di Vignate ha sposato il nostro progetto e si è fatto carico di acquistare i test necessari

Il sistema drive-through e i prossimi test

Tra mercoledì e giovedì sono stati sottoposti ai test sierologici circa un centinaio di cittadini, ma gli esami continueranno anche la prossima settimana. In particolare ci si concentrerà sulle persone che non si sono mai fermati durante questo periodo di quarantena: agenti della Polizia Locale, volontari della Protezione Civile, dipendenti del Comune, ma anche quei lavoratori che avevano attività locali aperte perché di prima necessità. Il sistema scelto è quello del drive-through, ossia dell’esame capillare attraverso la puntura su un dito senza dover scendere dalla propria auto.

La notizia completa la trovate nell’ampio servizio dedicato all’emergenza Coronavirus in Martesana disponibile sul giornale in edicola e nella versione sfogliabile per Pc, smartphone e tablet. 

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