ST Microelectronics di Agrate Brianza

Presidio e sciopero per mantenere il posto di lavoro

E' successo oggi, martedì 16 dicembre 2025. I lavoratori hanno ricevuto il supporto e il sostegno dei sindacati

Presidio e sciopero per mantenere il posto di lavoro

Le lavoratrici ed i lavoratori di ST in Agrate Brianza sono ancora in attesa di una risposta alle loro richieste di garantire un futuro al sito con la salvaguardia dell’occupazione e la costruzione di impianti avanzati in linea con l’industria dei semiconduttori.

Sciopero e presidio

L’azienda e i suoi dirigenti se da un lato hanno ritirato formalmente i quasi 1.800 esuberi del piano 2025-27 e si sono dimostrati favorevoli ad implementare una seconda fase di espansione, dall’altro lato continuano a mettere in pratica ostinatamente tutte le azioni che porteranno di qui ad un anno alla chiusura di AG8 ed EWS. Durante l’ultimo incontro al Mimit il 10 novembre 2025 i rappresentanti della Rsu di Agrate sono rimasti profondamente delusi perché le proposte avanzate, tutte relative al periodo 2028-32, presentate in forma verbale e prive di dettagli su stanziamenti economici, continuano a prevedere una riduzione significativa di postazioni lavorative

hanno spiegato i rappresentanti sindacali.

Attualmente in AG200 e EWS lavorano più di 2.200 persone, in R3 550.

A fine 2027, secondo le dichiarazioni del QMT manager, ci saranno 1100 persone in R3, che diventeranno 1.600 al termine dell’ulteriore espansione della linea a 300mm nel 2032 e solo a condizione che vengano stanziati 2 miliardi di finanziamenti pubblici a sostegno dell’eventuale progetto che verrà presentato al board di ST. Pur considerando il perdurare di AG200 limitatamente a R2 è chiaro che i conti non tornano, considerando perdipiù che l’azienda ha affermato che non tutti i lavoratori saranno ricollocabili nelle nuove postazioni lavorative a 300mm

hanno proseguito i sindacati.

La Rsu di Agrate Brianza chiede la riconvocazione entro dicembre del tavolo per Agrate al Mimit, l’analisi del documento rivendicativo prodotto dalla Rsu a fine settembre che prevede una sostanziale modifica del piano industriale 2025-2027, il blocco immediato delle attività di spegnimento e trasferimento macchine di AG8 ed EWS e il piano industriale dettagliato e ufficiale 2028-32 che verrà proposto al board di ST.

Per sostenere queste richieste oggi, martedì 16 dicembre 2025,  i lavoratori hanno effettuato un presidio a sostegno del quale Rsu ha indetto un’ora di sciopero.

Questa la dichiarazione di Enrico Vacca, Segretario Generale Fim Monza Brianza Lecco:

Oggi è un’altra giornata di lotta e di sciopero in ST Microelectronics di Agrate contro il piano presentato dalla dirigenza ormai sei mesi fa. Dopo l’annuncio di settembre, in cui l’azienda aveva dichiarato la volontà di cancellare gli oltre mille esuberi previsti dal piano, non sono seguite azioni coerenti con tale dichiarazione: resta invariata la decisione di chiudere la produzione dei componenti a 200 mm per la fine del 2026, sono in atto numerose attività di dismissione delle attrezzature, alcune attività come il collaudo sono state spostate in Francia e continua la preparazione del sito di Singapore ad accogliere parte delle produzioni che attualmente vengono realizzate ad Agrate. Contro questa situazione le rappresentanze sindacali continuano a mobilitarsi e a chiedere che si possa ricostituire un tavolo di negoziazione che affronti i problemi e che sia coerente con le dichiarazioni fatte dall’azienda al Ministero nel mese di settembre e di novembre. Riteniamo grave il fatto che, dopo gli annunci positivi, l’azienda in realtà in questi ultimi due mesi abbia sostanzialmente proceduto nell’attuazione del piano che avrebbe dovuto invece essere modificato. Per questo siamo nuovamente a chiedere un intervento forte da parte della politica – a partire dall’azionista di riferimento, il Ministero delle Finanze, ma anche dal Mimit, da tutto il Governo e le Istituzioni regionali e territoriali – perché ST di Agrate Brianza continui ad essere un centro di eccellenza per la prospettiva industriale del Paese.