Cronaca

Polizia sventa suicidio annunciato su Facebook da una donna

La 56enne sul social network: "Vado in Paradiso, la mia vita non ha più senso". Il sottufficiale è riuscito a parlare con lei, facendola desistere

Polizia sventa suicidio annunciato su Facebook da una donna
Cronaca Sesto, 04 Aprile 2018 ore 11:02

Polizia sventa suicidio annunciato su Facebook da una donna. La 56enne aveva scritto sul social network: "Vado in Paradiso, la mia vita non ha più senso". Il sottufficiale del Commissariato di Sesto San Giovanni in servizio il giorno di Pasqua è riuscito a parlare con lei, facendola desistere e rassicurandola. Il tutto grazie anche all'intervento di una psicologa, che per prima aveva letto il post allertando poi il 113.

Polizia sventa suicidio annunciato su Facebook

Una storia a lieto fine quella andata in scena domenica. Tutto ha avuto inizio con la chiamata alla centrale operativa fatta da una psicologa sestese, amministratrice di un gruppo Facebook con 24mila iscritti. Gruppo all'interno del quale gli internauti si scambiano opinioni e pareri. Ed è stata proprio un'iscritta a far intendere la volontà di compiere il gesto estremo. "Sono sola, il lavoro mi distrugge, sono stanca...".

Scatta la corsa per mettersi in contatto diretto con lei

Il sottufficiale ha cercato come prima cosa di recuperare un recapito della 56enne attraverso la Polizia postale e la Direzione centrale della Polizia criminale. Ma invano. Ecco allora l'idea di scrivere in privato a diverse persone amiche su Facebook della donna. Non facile si è dimostrato anche questo tentativo, vista la ritrosia di alcuni di loro nel fornire informazioni e indicazioni al poliziotto. Fino a quando una signora ha raccontato di sapere che la 56enne vive a Bolzano. Da qui la decisione di allertare i colleghi del Commissariato  alto-atesino.

Poi ecco la chiamata risolutrice

Ai poliziotti alto-atesini, però, non risultava nessuna donna residente a Bolzano con il nome e il cognome usato nel profilo. Si sarebbe poi scoperto che la donna usava su Facebook un nickname. Alla fine, tempestata di messaggi privati mandati dal sottufficiale e alcuni amici, è stata la stessa 56enne a chiamare in Commissariato, a Sesto San Giovanni. Ha raccontato di stare bene, ammettendo di essere stata presa da un profondo momento di sconforto. Se quel messaggio scritto su Facebook fosse stato sottovalutato, la storia avrebbe avuto un esito ben diverso.