Una nuova svolta nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe Florio, il pensionato di 66 anni trovato senza vita il 26 aprile 2026 nelle campagne di Castiglione di Sicilia.
Svolta nelle indagini sull’omicidio
A distanza di settimane dal drammatico ritrovamento, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una donna di 53 anni, originaria di Sesto San Giovanni e residente nel Vercellese.
Il cadavere abbandonato in campagna
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Messina, aggiunge così un nuovo tassello a un caso che aveva profondamente scosso la comunità locale per la brutalità del delitto e per le modalità con cui il cadavere era stato abbandonato.
Poche ore dopo gli investigatori avevano rinvenuto a Taormina, in località Santa Venera, la Fiat Panda di Florio completamente carbonizzata (nella foto).
Fu un passante, lungo una strada rurale isolata, a fare la tragica scoperta. Il corpo dell’uomo, che risiedeva a Giardini Naxos, giaceva senza vita nelle campagne, avvolto in lenzuola e sacchi di plastica, in quello che gli investigatori hanno fin da subito interpretato come un tentativo di cancellare le tracce del crimine e ritardarne il ritrovamento. Una scena inquietante che aveva immediatamente lasciato presagire la ferocia dell’azione criminale.
In manette anche una 53enne sestese
Nelle prime fasi delle indagini la donna arrestata era stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di occultamento di cadavere. Tuttavia, il lavoro incessante degli investigatori avrebbe consentito di delineare un quadro ben più grave.
Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e grazie al supporto tecnico della sezione Cyber del Comando provinciale dei carabinieri di Catania, sarebbero emersi elementi ritenuti sufficienti per attribuirle un ruolo attivo nell’esecuzione materiale dell’omicidio.
L’arresto rappresenta un cambio di passo decisivo nell’inchiesta. La cinquantatreenne si aggiunge infatti agli altri due soggetti già finiti in manette nei giorni successivi al ritrovamento del corpo: una cinquantenne di Taormina e un trentanovenne pregiudicato originario di Palagonia.
Resta ancora da chiarire nei dettagli la dinamica che ha portato alla morte di Florio e il ruolo ricoperto da ciascuno degli indagati. Gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire ogni fase della vicenda, dalle ultime ore di vita del pensionato fino al trasporto e all’abbandono del cadavere nelle campagne etnee.