C’è qualcuno che si diverte a lanciare pannoloni sporchi in mezzo alla strada, transitando con l’auto e inquinando un intero quartiere di Melzo. I residenti sono esasperati e la pazienza è finita.
Il lanciatore di pannolini sporchi
Una vicenda che ha preso avvio a novembre quando in alcune vie della città (viale Europa, Francia, via Dei Mille, Sondrio e Rebuscini), con una costanza quasi scientifica, apparivano lungo i marciapiedi e per le strade dei pannoloni da adulto utilizzati, sporchi e abbandonati. Inizialmente sembrava una casualità, magari legata all’errato conferimento dei rifiuti da parte di qualche residente. Ma dopo settimane in cui le persone si sono armate di pazienza e hanno ripulito, il fenomeno non si era fermato.
Non si tratta di sporadici atti di inciviltà, ma di un comportamento ripetuto, metodico, portato avanti sempre nelle stesse aree e in fasce orarie ricorrenti
ha spiegato Lino Di Bari, ex assessore e componente della segreteria melzese del Partito democratico, che abita in zona e che è stato contattato dai residenti in cerca di un aiuto per risolvere la situazione.
Nelle prime settimane i cittadini hanno cercato di arginare il fenomeno autonomamente, raccogliendo i rifiuti convinti si trattasse di episodi isolati – ha proseguito – Ma invece che interrompersi, l’abbandono è proseguito con regolarità sino a estendersi a più punti del quartiere.
“Ronde” a caccia dell’inquinatore
Così alcuni di questi melzesi hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di venire a capo del mistero. Hanno organizzato dei servizi di controllo nel tentativo di smascherare l’autore degli abbandoni e, dopo alcune settimane, sono risaliti a un’auto da cui venivano gettati i pannolini in corsa. Sono riusciti anche a fotografare la targa e, la scorsa settimana, si sono presentati presso il Comando della Polizia Locale per presentare il materiale raccolto.
Nonostante il materiale che abbiamo raccolto, la risposta è stata invariata: “Dobbiamo coglierlo sul fatto” – ha aggiunto Di Bari – Una posizione che, a fronte di un fenomeno reiterato e documentato, è apparsa a molti residenti come una rinuncia all’azione, nonostante la presenza di prove.
Dal Comando di piazza Vittorio Emanuele, però, hanno spiegato che sono stati effettuati diversi servizi in borghese nel tentativo di cogliere in flagranza il “lanciatore di pannolini”, visto che le testimonianze dei residenti, pur veritiere, non sono sufficienti per presentarsi a casa del soggetto (che è stato identificato) e intimargli di cessare l’azione. Il problema, però, non è stato messo in secondo piano, anzi, compatibilmente alle attività ordinarie e straordinarie della Polizia Locale, si sta cercando di «mappare» gli spostamenti del sospettato anche sfruttando la rete tecnologica a disposizione degli agenti.
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