In manette

Operazione dei Carabinieri a Cassano e Calusco, in manette due operai – VIDEO

I militari hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza per un furto avvenuto a maggio ad Albiate

Operazione dei Carabinieri a Cassano e Calusco,  in  manette due operai – VIDEO
Cronaca Cassanese, 13 Dicembre 2020 ore 12:00

Operazione dei Carabinieri di Besana Brianza a Cassano e Calusco. I militari hanno dato esecuzione a un’ordine di custodia cautelare in carcere per due operai rumeni, per furto aggravato in concorso.

Operazione dei Carabinieri a Cassano

I militari dell’Arma della stazione di Besana Brianza sono entrati in azione giovedì 10 dicembre alle prime luci dell’alba a Cassano e a Calusco. I Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confonti di due operai rumeni G.H. e I.M.di 33 e 31 anni, richiesta dal pubblico ministero Michele Trianni ed emessa dal Gip del Tribunale di Monza Silvia Pansini. Verso i due operai, al termine di approfondite indagini di polizia giudiziaria, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza relativamente a un  furto aggravato in concorso, avvenuto a maggio in un cantiere di Albiate (Mb), dove erano stati rubati diversi materiali edilie idraulici per un valore di oltre 11mila euro. Un terzo complice, F.H. un rumeno di trent’anni, è sfuggito alla misura restrittiva dal momento che si trova all’estero ma in un capannone di Mariano Comense in uso a lui e alla moglie, una perquisizione ha permesso di rivenire: una Mercedes G350 rubata a Lecce a ottobre, una Alfa Romeo Stelvio e una Jeep Renegade, verosilmente provento di furto con telaio e targhe clonate; nove carte di circolazione “in bianco” il cui furto era stato denunciato a Enna e che fanno parte di un blocco di 1.745  documenti rubato alla motorizzazione nel 2014; una coppia di targhe clonate; svariate targhe smarrite e etichette con numeri di telaio di auto rubate e numerose parti di vetture verosilmilmente provento di furto. Il pm di Como Alessandra Bellù  ha quindi disposto il fermo per la donna, collocandola in detenzione domiciliare presso la propria abitazione, avendo un figlio di sei anni. La tipologia e il volume di quanto scoperto dai militari durante le perquisizioni, aprono la strada a nuovi scemari investigativi.

 

 

 

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