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Trasporto pubblico

Oltre seicento firme chiedono il ripristino della tratta Treviglio-Pioltello, ma per ora non contano nulla

I pendolari di Cassano d'Adda e tutti quelli che utilizzano quella tratta sono sul piede di guerra per i tempi di attesa dei convogli raddoppiati, ma Regione e Trenord finora non hanno dato riscontro.

Oltre seicento firme chiedono il ripristino della tratta Treviglio-Pioltello, ma per ora non contano nulla
Cronaca Cassanese, 08 Marzo 2021 ore 15:16

I pendolari che utilizzano la tratta Treviglio-Pioltello restano sul piede di guerra. Le firme raccolte nella petizione online che chiede il ripristino delle corse tagliate hanno raggiunto quota seicento.

Pendolari di Cassano d’Adda e non chiedono il ripristino delle corse tagliate lungo la Treviglio-Pioltello

L’emergenza pandemica ha costretto Trenord ha cambiare drasticamente il piano della mobilità dei trasporti pubblici su rotaia della Regione. Una decisione che col tempo ha creato non pochi disagi, in particolare ai pendolari che utilizzano la linea S6, la tratta Treviglio-Pioltello per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa la sera. A causa della riduzione delle corse i tempi di attesa si sono infatti allungati passando da quindici minuti ai trenta e nelle ore di punta possono anche arrivare a cinquanta, perché a volte si saltano le corse. I convogli in teoria sono stati allungati per permettere a tutti di salire sulle carrozze, ma più volte è stato documentato un enorme afflusso di passeggeri, in barba alle restrizioni imposte per evitare assembramenti e quindi il diffondersi della pandemia. Da qui la decisione di lanciare una petizione online, tramite la piattaforma digitale Change.org. I pendolari lamentano anche il fatto che i biglietti degli abbonamenti mensili dall’inizio dell’emergenza pandemica, nonostante il drastico taglio delle corse, a oggi non siano mai stati ritoccati al ribasso.

La risposta di Regione e Trenord

Il documento digitale è stato poi protocollato in forma cartacea e inviato ai vertici di Trenord, in Regione e in particolare al presidente Attilio Fontana e all’assessore ai Trasporti Claudia Maria Terzi. Nonché ai sindaci delle tratte interessate legate al passaggio della linea ferroviaria, Cassano d’Adda, Pozzuolo Martesana, Trecella, Vignate e Melzo. I quali hanno sempre ribadito la completa estraneità alle decisioni degli altri enti sovracomunali, nonché di non essere mai stati a loro volta ascoltati quando hanno provato a smuovere i canali istituzionali di Palazzo Lombardia e del Quartier generale di Trenord. A oggi una risposta istituzionale ai firmatari della petizione e in generale ai pendolari non c’è stata. A parlare è stata soltanto l’assessore Terzi.

Il  servizio completo sulla Gazzetta dell’Adda in edicola e in versione sfogliabile web per pc, smartphone, e tablet da sabato 6 marzo 2021.

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