inchiesta

Nuovo arresto per Marco Ferdico nell’ambito di una maxi operazione della Polizia di Stato

Maxi operazione anti-'Ndrangheta in Calabria: 54 arresti, sequestrate armi da guerra e 410 chili di marijuana

Nuovo arresto per Marco Ferdico nell’ambito di una maxi operazione della Polizia di Stato

Si sono concluse nella notte le operazioni della Polizia di Stato contro una potente consorteria di ‘Ndrangheta operativa nel Vibonese. Circa 350 operatori hanno eseguito un’ordinanza cautelare che ha portato all’arresto di 54 persone: 46 sono finite in carcere, mentre per 8 è scattato l’obbligo di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria. E tra gli arrestati, secondo fonti di stampa, ci sarebbe anche Marco Ferdico (nella foto in evidenza è il primo a destra. E’ insieme ad Andrea Beretta, che è in secondo piano, e Antonio Bellocco), di Carugate, già in carcere nell’ambito dell’inchiesta Doppia Curva.

L’indagine della Procura di Catanzaro

L’indagine, coordinata dalla Procura di Catanzaro e condotta da Sco, Squadra mobile di Vibo Valentia e Sisco di Catanzaro, ha smantellato la cosiddetta “Locale dell’Ariola” , con particolare focus sulla ‘ndrina facente capo alle famiglie Emanuele – Idà di Gerocarne.

Secondo gli investigatori

Questo gruppo criminale esercitava un vero e proprio dominio sul territorio creando un clima di paura attraverso pestaggi, spedizioni punitive e sopraffazioni ai danni di commercianti e cittadini

Le accuse (tutte con aggravante mafiosa)

Gli indagati rispondono, a vario titolo, di numerosi reati:

  • Associazione per delinquere di tipo mafioso

  • Associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti

  • Tentato omicidio e lesioni aggravate

  • Estorsione, ricettazione e danneggiamento aggravato

  • Detenzione e porto in luogo pubblico di armi

  • Detenzione di materiale esplodente

  • Violenza o minaccia a pubblico ufficiale

  • Procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale

  • Trasferimento fraudolento di valori

  • Uccisione di animali

Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso o dall’agevolazione mafiosa.

Armi da guerra e addestramento sul campo

Uno degli aspetti più inquietanti emersi dalle indagini è l’elevata caratura criminale della consorteria. Gli affiliati avevano a disposizione un vero e proprio arsenale, che includeva armi da guerra, utilizzate anche per addestrare i membri del gruppo.

Tra quanto sequestrato:

  • 4 pistole semiautomatiche

  • 3 revolver

  • 1 fucile doppietta calibro 16

  • 1 fucile semiautomatico calibro 12

  • 1 pistola mitragliatrice

Droga: 410 kg di marijuana e ramificazioni al Nord

Il traffico di stupefacenti rappresentava il principale business dell’organizzazione. Il gruppo riforniva l’intera provincia di Vibo Valentia, garantendo la saturazione del mercato locale, con ramificazioni e contatti in Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia.

Il totale degli stupefacenti sequestrati nel corso dell’indagine 410 chilogrammi di marijuana, 1,5 di cocaina, 350 grammi di hashish e 29 grammi di eroina.

Smartphone cifrati per pianificare i colpi

Per evitare intercettazioni, i membri dell’associazione utilizzavano smartphone di ultima generazione con elevati standard di cifratura, comunicando su una piattaforma di messaggistica istantanea sicura. Nonostante ciò, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’organigramma e le attività illecite.

I mezzi impiegati nell’operazione

L’esecuzione delle misure cautelari ha visto impegnate numerose specialità della Polizia di Stato, tra cui il Servizio centrale operativo (Sco), le Squadre mobili di diverse province, le Unità operative di primo intervento (Uopi), il Reparto prevenzione crimine, le Unità cinofile (antiesplosivo e antidroga), gli Artificieri, la Polizia scientifica e il Reparto volo di Reggio Calabria