Il caso

Minacce e aggressioni sfiorate, l’appello del runner ai sindaci: “Mettete ordine sull’Alzaia”

Tra bici che sfrecciano e corridori poco ligi alle norme, percorrere la ciclabile del Naviglio diventa un "terno al lotto"

Minacce e aggressioni sfiorate, l’appello del runner ai sindaci: “Mettete ordine sull’Alzaia”
Martesana, 21 Settembre 2020 ore 16:08

Minacce e aggressioni sfiorate, l’appello del runner ai sindaci: “Mettete ordine sull’Alzaia”. Tra bici che sfrecciano e corridori poco ligi alle norme, percorrere la ciclabile del Naviglio diventa un “terno al lotto”.

 Minacce e aggressioni sfiorate, che fatica correre sull’Alzaia

Litigi con ciclisti e altri podisti che frequentano la pista lungo il Naviglio Martesana, che in diversi casi sono sfociati anche in vere e proprie minacce. Se non in tentativi di aggressione vere e proprie, per fortuna solo sfiorate. In alcuni casi i diretti interessati, incrociati poi nei giorni successivi, si sono scusati. Altri, invece, no. E hanno continuato a correre sulla loro strada. Anche se la direzione era sbagliata. Nel vero senso della parola, visto che – ha sostenuto il diretto interessato con forza – “i runner devono tenere la sinistra, il Codice della strada lo dice chiaramente”. Il 67enne Corrado Giglio un paio di mesi fa aveva voluto lanciare un appello dalle colonne della Gazzetta della Martesana. Sabato, alla luce dell’ennesimo episodio, è tornato a rivolgersi non solo al sindaco di Vimodrone (Comune che è solito frequentare con maggiore assiduità, correndo lungo il Naviglio), ma anche agli altri primi cittadini dei Municipi toccati dal corso d’acqua: da Cernusco sul Naviglio a Cassina de’ Pecchi, passando per Cologno Monzese e altri ancora.

“Servono informazione e cartelli”

“Esiste una profonda ignoranza in merito alle norme da rispettare quando si corre o si va in bici, per questo è indispensabile che le Amministrazioni si mettano d’accordo e pensino alla posa di una cartellonistica specifica che riporti le regole da rispettare e far rispettare, prima di tutto il senso giusto di corsa – ha sottolineato Giglio – Purtroppo manca una cultura in tal senso. Ho corso tanto anche all’estero in passato. E queste cose, per esempio nel Nord Europa, non accadono. Serve ordine, anche perché altrimenti si rischiano incidenti che possono costare cari”.

Insomma, prevenire è meglio che curare

Insomma, prevenire è meglio che curare. Lungo il tratto brianzolo del Lambro è da tempo presente una cartellonistica precisa che impone limiti di velocità alle biciclette, che devono tra l’altro dare la precedenza ai semplici cittadini che passeggiano, per evitare che questi possano essere investiti.

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