welfare in azione

Milano2035: L’abitare collaborativo è il nuovo volontariato

Durante l'emergenza Covid 19, il progetto Milano 2035 invita a ripensare le nostre case e i nostri condomini in ottica comunitaria

Milano2035: L’abitare collaborativo è il nuovo volontariato
27 Aprile 2020 ore 09:45

Milano2035 è uno dei progetti della quarta edizione del bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo che ha l’obiettivo di offrire ai giovani case a prezzi sostenibili e di creare reti di solidarietà sociale nei quartieri, che mettano in atto le buone pratiche dell’Abitare Collaborativo.

L’abitare collaborativo

Con l’emergenza sanitaria del Coronavirus la solidarietà tra vicini di casa, conoscenti, parenti e amici è improvvisamente diventata una necessità impellente per molte persone, soprattutto per gli anziani, i più colpiti dal Covid19, ma anche per tante famiglie o individui rimasti improvvisamente senza una fonte di reddito a causa del blocco totale delle attività lavorative e commerciali. Tra questi anche molti giovani con lavori precari. In modo spontaneo in molti condomini o quartieri tra gli abitanti sono nate nuove iniziative di mutuo aiuto, che fino a poco tempo fa sembravano impensabili e di difficile attuazione. Da un giorno con l’altro, quindi, in molti contesti abitativi, le vite delle persone sono cambiate perché si sono basate sulle nuove relazioni di amicizia e cortesia con i vicini di casa, di cui magari, fino a pochi giorni, non si conosceva neanche il nome.

Il progetto Milano2035

In questo mutato contesto sociale ed economico la rete di Milano2035 si è subito attivata e ha rimodulato le sue attività. La casa, bene primario per tutti i cittadini e tutte le cittadine, e le relazioni umane che all’interno di essa si sviluppano rappresentano il cuore del progetto stesso. All’inizio del lockdown dai social media di Milano2035 è stata lanciata la call #VivereInCasa, con l’obiettivo di raccogliere le storie della nuova vita domestica. L’invito è di raccontare sia le cose belle che le cose brutte: pensieri e sentimenti, letture, passatempi, nuovi menù in cucina, i giochi da tavola ritrovati, le relazioni con vicini e coinquilini per contrastare la paura ed il panico, per raccontare il tempo ritrovato con un racconto, una poesia, una foto, un’illustrazione o un video.

La testimonianza

Per questo motivo fin dalle prime giornate del lockdown la call sta raccogliendo le testimonianze di tante persone che desiderano condividere la loro quotidianità tra le mura di casa: mamme con figli, donne e uomini single, giovani in coabitazione, tutti raccontano gioie e dolori della loro quarantena.

Giulia, 24 anni, vive in casa con 4 coinquilini, ha dovuto rinunciare ai suoi bellissimi progetti di festeggiamenti per la sua laurea. Ma anche se è stata una laurea a dir poco strana, senza gli amici di una vita e i parenti fisicamente accanto, senza proclamazione in grande stile, è stato ugualmente giorno memorabile perché i suoi vicini di casa si sono affacciati alle finestre per congratularsi e farle sentire la loro presenza, regalandole quell’attimo di incondizionata e meritata felicità per aver raggiunto un grande traguardo. Per Raid, il progetto nato da due giovani abitanti del Foyer di Cenni, invece questi sono giorni di grande attività, alle prese con la realizzazione di mascherine da distribuire agli abitanti del cohousing Cenni di cambiamento di cui Cooperativa Dar Casa è gestore sociale.

 Cercasi volontari

Inoltre, la rete di Milano2035 si è attivata nella ricerca di giovani volontari disponibili a dare una mano in attività di solidarietà per portare spesa e medicinali a chi ne ha bisogno, per effettuare telefonate quotidiane a chi abita da solo, per sostenere i ragazzi con attività di studio o intrattenimento attraverso video collegamenti. La call #VolontariMilano2035 ha raccolto in pochi giorni l’adesione di oltre 250 giovani.

Il nuovo contesto sociale e la forte crisi economica che ne seguirà porteranno un grande cambiamento negli obiettivi del progetto Milano2035. Come stiamo già riscontrando, l’emersione delle nuove fragilità porterà alla luce nuovi bisogni, ma sono già moltissime le nuove “risorse” umane che stanno sbocciando, grazie alle quali stanno nascendo nuovi legami tra le persone, che seppur ancora giovani, appaiono già molto forti, figli di una nuova e grande resilienza collettiva.

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