L’omaggio di un bimbo ai Vigili del fuoco morti nella tragedia di Quargneto

Oggi, domenica 10 novembre 2019, un bambino di sette anni di Brugherio ha donato al distaccamento dei volontari di Vimercate un disegno per ricordare il sacrificio degli uomini che hanno perso la vita nell'esplosione della cascina.

L’omaggio di un bimbo ai Vigili del fuoco morti nella tragedia di Quargneto
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L’omaggio di un bimbo ai Vigili del fuoco morti nella tragedia di Quargneto. Oggi, domenica 10 novembre 2019, un bambino di sette anni di Brugherio ha donato al distaccamento dei volontari di Vimercate un disegno per ricordare il sacrificio degli uomini che hanno perso la vita nell’esplosione della cascina.

Vigili del fuoco

Quando Filippo Carugati, un bimbo di 7 anni di Brugherio ha sentito in televisione la tragica notizia della morte dei tre pompieri nell’incendio di Quaragneto, la sua reazione è stata davvero toccante: “E’ impossibile – ha detto alla madre – I pompieri non muoiono”. E per rendere omaggio ai suoi eroi preferiti ha realizzato un disegno. La mamma, visto il disegno del figlio, ha contattato la caserma del distaccamento dei Vigili del fuoco volontari di Vimercate e ha concordato un momento per effettuare la consegna dell’opera al Comandante Gianpaolo Maggi. Ma lì è avvenuta la magia. Ad accogliere il bimbo, il suo amichetto Stefano Maggi di otto anni e la madre Barbara e il padre Marco c’erano tutti i Vigili del fuoco schierati in divisa. L’emozione è stata incontenibile. Lui e l’amico hanno ricevuto in regalo una confezione di Lego “Vigili del fuoco” e un cappello. Poi hanno potuto visitare gli spazi del distaccamento e i mezzi. “Quando ho ricevuto la mail della mamma di questo bambino ho provato un’emozione fortissima – ha spiegato il Comandante Maggi – ho pensato che sarebbe stato giusto accogliere il bambino con tutti gli onori”. Una reazione davvero toccante quella del bambino che, di fronte a una tragedia che ha scosso l’intero Paese, ha voluto rendere omaggio al lavoro, alla missione, ai sacrifici di chi ogni giorno rischia la propria vita per salvare chi è in difficoltà.

Una tragedia evitabile

Un timer settato all’una avrebbe dovuto far saltare in aria la cascina di Quargnento. Ma questa, invece, di detonare in modo potente, aveva provocato solo una modesta esplosione alla quale ha poi fatto seguito la seconda più forte, che ha provocato la morte dei tre Vigili del fuoco Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido già sul posto dopo essere stati allertati dal primo scoppio. L’esplosione, quindi, sarebbe dovuta essere una sola, secondo il quadro ricostruito dal procuratore di Alessandria Enrico Cieri dopo la confessione del proprietario dello stabile, fermato l’altra notte. Il fascicolo aperto dal procuratore Cieri ipotizza i reati di disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni volontarie. Insieme all’uomo è indagata anche la moglie per gli stessi reati. I due sarebbero fortemente indebitati e sembra che nel mese di agosto avessero intenzionalmente esteso l’assicurazione dell’edificio al fatto doloso, con un premio massimale di un milione e mezzo di euro. Il proprietario della cascina avrebbe potuto evitare la tragedia. Secondo il magistrato, infatti, l’uomo è stato informato da un carabiniere che il primo rogo era stato quasi interamente domato. Ma lui non avrebbe riferito che all’interno c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire del gas. Ci sarebbero stati i margini, in altre parole, per evitare la morte dei tre pompieri.

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