Lettera alla moglie morta di cancro: "Vorrei rivederti almeno in sogno..."

Le toccanti parole di Alessandro Milan, voce di Radio 24, per Francesca Del Rosso, scomparsa un anno fa

Lettera alla moglie morta di cancro: "Vorrei rivederti almeno in sogno..."
Sesto, 11 Dicembre 2017 ore 17:05

"Cara Franci". Inizia così la lettera che il giornalista sestese Alessandro Milan (voce di Radio 24) ha voluto scrivere alla moglie (e collega) Francesca Del Rosso, scomparsa a 42 anni esattamente dodici mesi fa, al termine di una lotta contro un tumore che aveva raccontato anche nel libro "Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro". Con la Del Rosso, Milan ha avuto due figli, diventati "grandicelli": Angelica e Mattia.

Alessandro Milan e Francesca Del Rosso

Lettera alla moglie morta di cancro: "Vorrei rivederti..."

"È toccato a Angie farsi avanti: "Papà, tanto lo sappiamo che Babbo Natale sei tu". Ci hanno beccati. Così quest’anno la loro lista dei desideri si è fatta più aggressiva: "Un Ipad tutto per me per chattare, un computer, un telefono". "No no no", ho fatto con il ditino, e nell’oppormi ero così orgoglioso pensando a te: so che apprezzerai questa mia fermezza. "Magari un gioco Nintendo, poi se volete libri, ve ne compro a volontà"", ha scritto Milan.

"Cara Franci, ci manchi..."

"Sono passate quattro stagioni, il gelo è alle spalle, per la verità anche il tepore è lontano. Ci manchi. Mi manchi. Manchi a tanti di noi. Però stiamo bene: io talvolta faccio i pancake, Angelica le torte, Mattia la piadina. Litighiamo, ci abbracciamo, sbuffiamo, ci facciamo il solletico. Viviamo".
La figlia Angelica pochi giorni fa ha finito di leggere proprio uno dei libri della Del Rosso, "Mia figlia è una iena". "Sai i timori che avevi? Che magari si sarebbe arrabbiata per il titolo e per come l’hai descritta?  - si è domandato sempre Milan - Beh, l’ho sbirciata mentre leggeva: rideva, ma talmente tanto che le spalle si alzavano e abbassavano in sussulti. Mattia invece mi ha chiesto di iniziare "La vita è un cactus". Così, ogni tanto, li metto a nanna, gliene leggo un paio di pagine, come se fosse una favola. D’altronde un libro è stato l’ultimo regalo che mi hai fatto... È sul mio comodino, per poterlo sfiorare o annusare se serve".

Il senso di vuoto difficile da colmare

"Ogni tanto vorrei vederti, almeno in sogno, ma non mi è ancora capitato. Dicono sia normale, ma a me spiace tantissimo questa rimozione. Sono successe tante cose, in un anno, e ne accadranno ancora diverse. Abbiamo fatto un viaggio, alle Maldive, presto ne faremo un altro. Mi applico, vedi? Quando giro per l’Italia percepisco, nei volti e negli occhi di tante donne e tanti uomini che incontro, il profumo che hai lasciato. Mi stringono la mano, mi dicono "grazie", ma io non ho fatto nulla. Ringraziano te. In quei momenti capisco quanto hai seminato e quanto hai lasciato: di pienezza negli altri, di vuoto in me. Non avrei pensato di farcela. Invece Angelica e Mattia crescono, tra speranze, sogni e disavventure. Io, il più delle volte, sorrido. E non spreco più un solo secondo di tempo. Sto imparando tantissimo. È dura, ma ora so come si fa. Perché continui a vivermi dentro. Tuo, Ale".

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