Lavori sommari e pericoli per i malati durante l’ampliamento dell’Uboldo

La Procura della Corte dei Conti ha ottenuto il sequestro beni per due milioni di euro alla società responsabile visto il danno erariale causato.

Lavori sommari e pericoli per i malati durante l’ampliamento dell’Uboldo
Martesana, 01 Maggio 2018 ore 10:29

Una parte dei lavori per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’Uboldo erano stati realizzati in maniera talmente lacunosa che hanno messo a repentaglio l’incolumità di lavoratori e pazienti. Così la Procura della Corte dei Conti ha ottenuto il sequestro beni per due milioni di euro alla società responsabile visto il danno erariale causato.

Lavori sommari durante l’ampliamento dell’Uboldo

Tutto era iniziato nel 2005, quando l’Azienda ospedaliera aveva pubblicato il bando per l’importante ristrutturazione dell’ospedale cernuschese. Una azienda di Torino si era aggiudicata l’intervento da circa dieci milioni di euro, diviso in due parti: i cantieri erano rimasti aperti dal 2005 al 2010. Ma le opere erano state eseguite in maniera sommaria, come emerso negli accertamenti portati avanti dalla Corte dei conti in seguito alle segnalazioni dell’attuale Asst.

Sicurezza di lavoratori e pazienti a rischio

Secondo la Procura durante i lavori sono stati commessi una serie di errori grossolani. I tecnici infatti hanno riscontrato delle pericolose infiltrazioni nel tetto dell’ingresso e di un corridoio, percorsi quotidianamente da migliaia di persone tra staff medico, pazienti e operai incaricati della manutenzione straordinaria. Il contro soffitto dell’atrio era infatti deteriorato e gli scarichi sono stati bollati come non conformi.

L’intervento è rimasto incompiuto

Ha aggravato la posizione della società il fatto che l’intervento è rimasto incompiuto dal 2009, perché una azienda che era stata incaricata di un’intervento era fallita.

“Direzione lacunosa e impropria”

“La direzione dei lavori è stata lacunosa e impropria”, hanno osservato i procuratori esperti di contabilità. Le perizie hanno riscontrato che una parte delle opere è stata portata a termine in maniera differente rispetto ai progetti approvati. Interventi che per la Corte dei Conti non erano collaudabili in quanto pericolosi.

La battaglia legale tra azienda e ospedale

L’Azienda ospedaliera di Melegnano ha avviato una battaglia legale contro l’impresa torinese su due fronti. In primo luogo era partita una causa civile, poi, in seguito a un esposto, è intervenuta anche la Procura della Corte dei Conti. Per i Procuratori la ditta con le proprie negligenze ha causato all’ente sanitario un danno erariale da due milioni di euro. Da qui la decisione di chiedere il sequestro conservativo di beni mobili di proprietà dell’impresa e di una cifra depositata in banca dall’architetto che ha diretto i cantieri: il giudice ha dato il via libera.

 

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