Alla sbarra

La verità della "Mantide della Brianza": "Sono troppo buona mi preoccupo delle persone"

La donna ha risposto alle domande dell'avvocato di un giovane di Trezzo che si è costituito parte civile

La verità della "Mantide della Brianza": "Sono troppo buona mi preoccupo delle persone"
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Ieri, giovedì 13 luglio 2023 Tiziana Morandi è ricomparsa davanti ai giudici. Il legale dell'imputata si è concentrato invece sulle condizioni di salute della donna.

 "Sono troppo buona"

Ieri, giovedì, Tiziana Morandi ha raccontato la sua verità rispondendo alle domande poste dal suo difensore e a quelle del legale del giovane trezzese che si è costituito parte civile. E ha raccontato di essere finita "in questo guaio", perché troppo generosa.

Io sono solo una stupida perché sono troppo buona, mi preoccupo delle persone, sono stata cresciuta con dei valori che mi spingono ad aiutare i più fragili.

Si è difesa così dalle accuse, Tiziana Morandi, la 48enne di Roncello, soprannominata la Mantide della Brianza, a processo davanti ai giudici di Monza con l’accusa di aver narcotizzato e derubato una dozzina di uomini, giovani e anziani, facendo assumere loro benzodiazepine mescolate a loro insaputa nelle bevande. Giovedì la donna è comparsa nuovamente davanti ai magistrati per rispondere alle domande dell’avvocato Barbara Giulivi, che si è costituita parte civile in rappresentanza di un 28enne di Trezzo che ebbe un incidente stradale dopo essere stato stordito con una bevanda, e a quelle dell’avvocato Alessia Pontenani, suo difensore.
La donna ha negato con decisione tutte gli addebiti, ma i giudici del collegio presieduto da Patrizia Gallucci hanno fatto emergere alcuni aspetti poco credibili nei suoi racconti. Le è stato chiesto conto della presunta eredità da 2 milioni di euro a cui avrebbe avuto diritto dopo la morte della madre, per cui chiedeva soldi per i pagamenti di bolli e tasse, contestandole che non risulta che si sia mai presentata da un notaio o un avvocato per riscuoterla. La legale della difesa, nell'interrogare l'imputata ha invece puntato sulle sue condizioni di salute.

In carcere ho avuto dei malori e hanno scoperto che soffro di problemi neurologici

ha confermato la 48enne, per cui invano il difensore ha chiesto finora una perizia psichiatrica per verificare se possa essere ritenuta incapace di intendere e di volere al momento dei fatti contestati.

Il processo tornerà in aula a ottobre.

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