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Italiano trentenne invitava a unirsi allo Stato Islamico. Arrestato dai carabinieri

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Ros.

Italiano trentenne invitava a unirsi allo Stato Islamico. Arrestato dai carabinieri
Cronaca 08 Luglio 2020 ore 08:16

Un italiano di trent'anni è stato arrestato nel corso nella notte dai Carabinieri del Ros  e del Comando Provinciale di Milano per istigazione a delinquere aggravata dall'uso del mezzo telematico. Attraverso la Rete invitava a unirsi allo Stato Islamico istigando i propri interlocutori a unirsi al jihad globale contro i miscredenti.

Invitava a unirsi allo Stato Islamico: arrestato

Nel corso nella notte, i carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito una Ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Guido Salvini, nei confronti di un 38 italiano, Nicola Ferrara (si faceva chiamare Issa), pugliese e residente a Milano dal 2011, indagato per “istigazione a delinquere aggravata dall’uso del mezzo telematico”.

Istigazione a  unirsi al jihad contro i miscredenti

L’attività investigativa, sviluppata lungo un consistente lasso temporale di cinque anni, ha consentito di documentare il tentativo del 30enne, aderendo pienamente all’ideologia estremista di matrice salafita, di diffondere il credo dello Stato Islamico, esaltandone le gesta e istigando i propri interlocutori a unirsi al jihad globale contro i miscredenti. A conferma di quanto è ormai consolidato, l’indagato, per realizzare il proprio disegno criminoso, si è avvalso di uno strumento efficace: internet.

L’uso della rete

Attraverso la rete, individuava le proprie vittime (anche minorenni) usando i social (soprattutto Facebook e anche Sound Cloud) e condivideva in modo massiccio immagini, documenti audio e video di esaltazione delle azioni violente del “Daesh”. I fatti contestati, commessi a Milano dal novembre 2015 e ancora in atto, sono aggravati dalle finalità di terrorismo internazionale e dall’utilizzo dello strumento informatico e telematico.

Il covid: “E’ una cosa positiva, la vuole Allah”

Secondo le prime informazioni, il 38enne, che era ben inserito nel circuito internazionale dedito alla propaganda dello Stato Islamico e all’esaltazione del Jihad, avrebbe commentato l’emergenza covid come una cosa “positiva, è una cosa di Allah, gli occidentali hanno paura perché sono stati privati dei loro vizi”.

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