Da una parte gli affari con l’intimidazione e la violenza. Dall’altra l’impronta prettamente mafiosa, con l’appoggio e il sostegno delle ‘ndrine. Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con la quale la gup Milano Rossana Mongiardo ha condannato, il 17 giugno 2025, 16 imputati e membri delle due Curve del tifo calcistico meneghino: la Sud, del Milan, e la Nord, dell’Inter.
“Doppia Curva”: le motivazioni delle condanne
La prima aveva la ferrea “volontà di non spartire con nessuno la gestione e gli introiti, motivando le azioni di intimidazione e di violenza” e assicurando guadagni illeciti, come con la “rivendita dei biglietti” per un giro di affari attorno ai “100mila euro all’anno”. La seconda, invece, quella nerazzurra, era “un mero contesto materiale di copertura” sempre per i business illegali e con “un rapporto di protezione di matrice mafiosa”, che aveva l’avallo del clan della ‘ndrangheta dei Bellocco.
L’inchiesta e la svolta dopo l’omicidio Bellocco
Il giudice ha inflitto in totale quasi 90 anni di carcere a carico di 16 imputati nel processo abbreviato scaturito dalle indagini dei pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra e che avevano portato al maxi blitz “Doppia curva” del settembre 2024 di Polizia di Stato e Guardia di finanza, a seguito dell’omicidio avvenuto a Cernusco sul Naviglio di Antonio Bellocco.
Le pene più alte erano state comminate ai capi delle due curve di San Siro: l’interista Andrea Beretta, ora collaboratore di giustizia, e il milanista Luca Lucci: 10 anni a testa. Il gup ha riconosciuto tutte le imputazioni: dall’assassinio di Bellocco, rampollo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, a un tentato omicidio di sei anni fa, fino alle due associazioni per delinquere tra cui ci sarebbe stato un “patto” per gli affari, tra la Curva Sud milanista e la Nord interista, quest’ultima pure con l’aggravante mafiosa per rapporti con la criminalità organizzata calabrese.