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firmata l'ordinanza

In Lombardia gli impianti sciistici riaprono lunedì 15 febbraio

Numero massimo di presenze pari al 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti a fune.

In Lombardia gli impianti sciistici riaprono lunedì 15 febbraio
Cronaca 10 Febbraio 2021 ore 18:04

Il presidente della Regione Lombardia  Attilio Fontana  ha firmato l'ordinanza con cui a decorrere da lunedì 15 febbraio 2021 e fino a mercoledì 31 marzo 2021 gli impianti nelle stazioni e nei comprensori sciistici sono aperti anche agli sciatori amatoriali.

L'utilizzo degli impianti di risalita deve avvenire secondo quanto previsto nelle 'Linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali', approvato dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 8 febbraio. 

In Lombardia si torna a sciare dal 15 febbraio

In base al testo dell'ordinanza "in ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico, il numero massimo di presenze giornaliere è determinato nella misura del 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift) presenti nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio. Per le stazioni con al massimo due impianti complessivi si sale al 50% della portata oraria complessiva. Nel caso di aperture in notturna, il calcolo delle persone ammesse dovrà essere riferito alla sola portata oraria dell'impianto o degli impianti aperti in notturna. Agli abbonati plurigiornalieri, settimanali e stagionali dovrà essere garantito il posto, nel limite del contingente giornaliero, anche attraverso appositi sistemi di prenotazione".

Esigenze di monitoraggio

L'ordinanza prevede inoltre che "al fine di assicurare un adeguato monitoraggio delle misure adottate, i gestori di ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico dovranno comunicare sia a Regione Lombardia che alle Agenzie di Tutela della Salute competenti per territorio, entro la data di apertura degli impianti, gli impianti aperti, la portata oraria dei singoli impianti e complessiva del comprensorio sciistico o della stazione sciistica, le presenze giornaliere ammissibili nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica, determinate in applicazione del criterio di cui al presente articolo".

Una ripartenza attesa

Attendeva con ansia questo momento Antonio Rossi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega allo Sport, alle Olimpiadi 2026 e ai Grandi eventi

Finalmente riparte anche lo sport amatoriale di montagna. Un'opportunità in più per fare attività fisica che è anche una vera boccata d'ossigeno per gli operatori del settore e per l'economia delle nostre montagne. La riapertura delle stazioni sciistiche, infatti, permetterà agli alberghi di tornare a riempirsi. Centinaia di ristoranti ricominceranno a lavorare e migliaia di negozi ritroveranno una clientela forestiera, disposta a spendere. Ci sarà lavoro per i maestri di sci e per le attività di noleggio. Per tanti lavoratori stagionali, poi, si apre la speranza di ricominciare a guadagnarsi il pane e di riuscire a mantenere la propria famiglia.

Questa apertura sarà anche uno sfogo importante per tante persone costrette in casa per mesi dalle restrizioni imposte dai provvedimenti per contenere l'epidemia di Covid. Tornare a sciare all'aria aperta porterà a grandi e piccini grandi benefici a livello fisico e psicologico. L'accortezza di mantenere la mascherina, evitare code agli impianti di risalita e assembramenti nelle baite permetterà loro di divertirsi e praticare attività in piena sicurezza.

Torna a splendere il sole sulle montagne

Euforico (e poetico) anche Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni

 Con il via libera a seggiovie, cabinovie e skilift   torna a splendere il sole sulle montagne lombarde. Questo provvedimento permetterà agli operatori del settore e a migliaia di esercenti e a tutta l'economia montana di ricominciare a guardare al futuro con speranza. Oltre che agli operatori del settore, penso per esempio alle migliaia di attività montane che vivono intorno all'accoglienza generata dallo sci, da quelle alberghiere alla ristorazione, a quelle commerciali