In centinaia per l’ultimo saluto a Gio’ Pietra

In lungo corteo dalla sede Anpi alla Casa delle Associazioni, dove amici e parenti hanno potuto ricordarla con foto e aneddoti

In centinaia per l’ultimo saluto a Gio’ Pietra
Sesto, 27 Aprile 2018 ore 19:35

Centinaia di cittadini di Sesto San Giovanni hanno deciso di partecipare ai funerali civili di Gio’ Pietra, tra loro ex allievi, le associazioni, i colleghi, i compagni di consiglio comunale, l’Anpi, l’Aned, i volontari di Sesto Gioca, la Libreria delle donne di Milano, RE.A.DY, la rete nazionale per l’orientamento sessuale e identità di genere, l’ex sindaco Monica Chittò e il sindaco di Cinisello Balsamo Siria Trezzi

Il corteo

A salutare Gio’ Pietra, erano in centinaia oggi pomeriggio, 27 aprile. Un lungo corteo è partito dalla sede Anpi, perché Giò era antifascista, e fino all’ultimo ha voluto ribadirlo, fino a piazza Oldrini, alla Casa delle Associazioni. In centinaia si sono mossi in silenzio, accompagnando la bara ricoperta da girasoli e rose rosse, simbolo del carattere di Giò, forte e passionale. Ad aprire il corteo i gonfaloni dell’Anpi e dell’Aned.

Non è stato un caso nemmeno la scelta di celebrare i funerali civili nella Casa delle Associazioni. Giò Pietra aveva partecipato alla progettazione di quella che doveva essere la Casa della Città, al suo regolamento fino alla sua realizzazione: aveva preso il pennello e si era messa a tinteggiare le pareti insieme ai volontari. Lei credeva profondamente nell’associazionismo.

Ciao Giò

Nella sala della Casa delle Associazioni vengono proiettate le foto di Giò, immagini che ripercorrono tutta la sua storia, da piccola con gli inseparabili fratelli, Giulo, Gianpaolo e Gianni, con suo nipote, con i suoi amati Dalmata, la razza che preferiva, a Natale mentre costringe le amiche a preparare centinaia di tortellini, alla manifestazione del XXV Aprile, Giò in classe, Giò  consigliera comunale, Giò con il fischietto, Giò che non è mai ferma. In sottofondo le note di Sally di Vasco Rossi. In pochi riescono a trattenere le lacrime.

“Era difficile non notare Giò, con il suo carattere brusco, aveva sempre da ridire, non temeva il conflitto perché sapeva che solo da quello può nascere il nuovo – ha detto l’ex assessore alla Cultura Rita Innocenti – Era uno spirito libero, una vera rivoluzionaria. Esigeva un mondo giusto e ha vissuto per renderlo tale. Con il suo lavoro di insegnante, il lavoro più bello del mondo secondo lei, e l’impegno politico”.

Ha voluto condividere il suo ricordo anche l’ex sindaco Monica Chittò: “Ci ha lasciato il 25 aprile e ci piace pensare che non sia un caso. Ha combattuto tanto contro questa malattia cattivissima, che l’ha presa alle spalle in un momento per lei nuovo, la pensione. Ma aveva già tantissimi progetti”.

Paola Peri, organizzatrice insieme a Giò di “Sesto Gioca”: “Da quest’anno non lo organizzeremo più con lei ma per lei. Una manifestazione a cui le teneva moltissimo, quest’anno è la 23° edizione. Ricordo ancora quell’anno che ha scelto di regalare ai mille bambini delle elementari, che partecipavano alle olimpiadi cittadine, dei fischietti al posto delle medaglie. Quel pomeriggio tutti si sono accorti che c’era stato Sesto Gioca!”

Giò era anche una femminista, e collaborava da anni con La Libreria delle Donne di Milano: “Credeva molto nelle donne, che considerava amiche, sorelle e madri – ha detto Vita Cosentino – Era instancabile. Era brusca, ma faceva delle battute al vetriolo che ti strappavano il sorriso. Aveva anche un suo lato dolce, anche se non amava mostrarlo. Era impetuosa e non sopportava le ingiustizie, per questo a volte s’infuriava con il mondo intero”.

“Era un’amicizia impegnativa la sua – ha raccontato Annie Iacone – Era esigente perché lei per prima lo era con se stessa. Con l’associazione Le Malandre per quattro anni ha dato vita ad un bellissimo laboratorio teatrale allo Spazio Ginko, credeva nel teatro come una scoperta di se stessi, attraverso cui avveniva una presa di coscienza e valorizzazione di se’. E’ stata una bella esperienza da condividere insieme”.

“Sono qui da amica e da sindaco – ha esordito Siria Trezzi, primo cittadino di Cinisello Balsamo – Sapevo che era malata, ma per me era impossibile questo finale. Lei per me era la Giò combattente. Non ho certezze su dove si trovi ora, ma di sicuro resterà nei nostri cuori”.

L’ultimo a condividere il suo ricordo è stato il fratello Giampaolo Pietra: “Eravamo piccoli, 6 anni io e Giò 9, a Gorizia, le cantine di casa avevano corridoio lunghi che percorrevamo in bicicletta. E poi pregavano Gesù che facesse comparire un asinello, chiudevamo gli occhi e aspettavamo, ma nulla. Da lì forse ci sono venuti i primi dubbi…e poi il giradischi a manovella con la filastrocca di Pinocchio che ripetevamo a memoria facendo uscire da sotto il tavolo il piccolo Giulio (il fratello minore ndr) al momento della frase “da burattino si trasformò in bambino”. E poi tu Gio’, bellissima, sul tuo motorino, con il cappello da cowboy e i capelli al vento, e l’impegno politico negli anni ’70. A me mancherà la mia metà della mela, a Giulio la metà ala di guscio , a Gianni mancherai tutta o a pezzettini.. Come faremo noi tre moschettieri senza D’Artagnan? Ciao bella sorella nostra, ciao bella Gio’!”

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