Il valore economico della refurtiva è irrilevante, quello morale e spirituale è incommensurabile. Perché chi ha profanato la chiesa prepositurale di Melzo nella notte di venerdì 17 aprile 2026 ha rubato l’anima della città: ha sottratto la reliquia di Santa Margherita, cui è intestata la chiesa, e quella di Sant’Alessandro, patrono di Melzo.
Rubate le reliquie dei santi
Ha derubato l’intera cittadinanza, non solo la comunità pastorale San Francesco, l’uomo che intorno alle 3, armato di piede di porco, ha sfondato il portone in legno della cattedrale, si è introdotto all’interno e ha puntato dritto verso l’altare, alle cui spalle erano conservati i busti dei Santi patroni con fissato il “cuore” contenente le loro reliquie.
Si tratta di classici reliquari di piccole dimensioni e di minimo valore economico, visto che sono oggetti con una patina d’oro o di argento di rivestimento. Qualche centinaia d’euro, forse, il valore di entrambi. Ciò che è veramente prezioso è quanto custodito all’interno, ossia i resti dei Santi Alessandro e Margherita. Porzioni di ossa, frammenti di pelle o di abiti, pezzi minuscoli di persone che hanno segnato la storia della Cristianità e che per Melzo hanno un significato ancora più profondo. Perché sono i Santi patroni della chiesa prepositurale, la più grande e importante della città. Ma non solo, Sant’Alessandro è anche il patrono dell’intera Melzo, con la sua statua che svetta in piazza Vittorio Emanuele II proprio di fronte al Municipio. Per questo la ferita inferta alla comunità è di quelle dolorose e sanguinanti.
Il messaggio del prevosto
Dopo il terribile episodio, il prevosto don Renato Fantoni ha condiviso un messaggio con i parrocchiani che dà la misura di quanto accaduto:
Carissimi, come penso sappiate questa notte è stato forzato il portone della Chiesa dei Ss. Alessandro e Margherita, e hanno rubato le reliquie dei nostri santi patroni. È certamente un vulnus molto grande per la nostra comunità pastorale, ma vi invito a pregare perché non diventi motivo di rancore, risentimento e di sfiducia nel prossimo. Inoltre vi chiedo di pregare perché chi ha commesso questo atto scellerato, questo sacrilegio possa pentirsi e ravvedersi. Non possiamo rispondere al male con le sue stesse armi, occorre abitare anche questa situazione essendo operatori di pace, costruendo una pace disarmata e disarmante. Ho passato la mattinata con i Carabinieri che stanno svolgendo le loro indagini, sperando che riescano a recuperare questi preziosi segni dei testimoni della nostra fede (le reliquie rubate).
Individuato dalle telecamere
L’autore del furto sacrilego è stato immortalato dalle telecamere della videosorveglianza cittadina che riprendono proprio l’area del reato. Immagini che sono state raccolte dai Carabinieri che hanno dato il via alle indagini nella speranza di individuarlo e recuperare le reliquie sottratte alla città.
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