In manette

Furto sventato dai Carabinieri fuori servizio ad Arzago: preso il secondo complice, è di Cassano d’Adda

Nella notte tra il 13 e il 14 marzo i militari hanno rintracciato e arrestato N.A., 37enne albanese, che con un complice che era stato già arrestato aveva tentato un colpo in abitazione

Furto sventato dai Carabinieri fuori servizio ad Arzago: preso il secondo complice, è di Cassano d’Adda

A cinque mesi di distanza, la giustizia ha chiuso il cerchio sul tentato furto in abitazione che, nella serata dello scorso 12 ottobre 2025, aveva tenuto con il fiato sospeso il piccolo centro di Arzago d’Adda, nella Bergamasca. I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Treviglio, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Pioltello, hanno infatti rintracciato e arrestato il secondo uomo coinvolto in quell’episodio, riuscito a dileguarsi durante la colluttazione con i militari.

Il soggetto, N.A. , 37enne di nazionalità albanese, è residente a Cassano d’Adda, disoccupato e pregiudicato. Al momento dei fatti era già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Una circostanza che non gli ha impedito di partecipare al tentativo di scasso e, soprattutto, di aggredire i due carabinieri intervenuti per sventare il colpo.

La notte dell’aggressione

Era la sera di domenica 12 ottobre 2025, circa le 19.30, quando due Carabinieri, sebbene liberi dal servizio e intenti a trascorrere una serata con le proprie famiglie, avevano notato movimenti sospetti in via del Parco ad Arzago d’Adda. Il loro istinto non li aveva traditi: due individui stavano forzando la porta dell’abitazione di un anziano di 85 anni.

I militari non avevano esitato un istante. Qualificatisi, erano intervenuti per bloccare i malviventi. Ma la reazione era stata violenta: i due avevano utilizzato spray urticante e arnesi da scasso per colpire i carabinieri e guadagnare la fuga. Una colluttazione che era costata cara ai militari: 30 giorni di prognosi per uno, 15 per l’altro.

Nonostante la violenza dell’aggressione, gli operanti erano riusciti a bloccare uno dei due complici: T.S. , 47enne albanese, anche lui residente a Cassano d’Adda, disoccupato. Il 47enne era stato tratto in arresto e successivamente posto ai domiciliari. Il complice, invece, era riuscito a far perdere le proprie tracce.

Le indagini e l’identificazione

Da quel momento, i Carabinieri della Sezione Radiomobile non avevano mai smesso di indagare. Attraverso l’acquisizione e l’analisi tecnica delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, i militari erano riusciti a raccogliere gravi indizi a carico del secondo uomo.

Lo scorso 10 marzo 2026, N.A. era stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bergamo. Ma gli accertamenti avevano rivelato un dettaglio cruciale: il 37enne, al momento del fatto, risultava già sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Una condizione incompatibile con la gravità di quanto accaduto ad Arzago.

L’arresto e il taser illegale

I Carabinieri hanno segnalato la situazione al Tribunale di Sorveglianza di Milano, che in data 13 marzo 2026 ha emesso un’ordinanza di sospensione della misura alternativa, disponendo la custodia cautelare in carcere per N.A.

Nella notte del 14 marzo, i militari hanno fatto scattare il blitz. Rintracciato nella sua abitazione di Cassano d’Adda, il 37enne è stato tratto in arresto senza opporre resistenza.

Ma la perquisizione domiciliare ha riservato sorprese: nascosti tra le mura domestiche, i Carabinieri hanno trovato monili in oro di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza e, particolare inquietante, una torcia-storditore elettrica, illegalmente detenuta. Un vero e proprio taser improvvisato, che è costato a N.A. un’ulteriore denuncia alla Procura della Repubblica di Milano.

L’indagato è stato quindi portato al carcere di San Vittore, dove dovrà rispondere delle accuse di tentato furto in abitazione, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, aggravate dalla violenza usata contro i due carabinieri. Il 47enne T.S., suo complice, rimane invece agli arresti domiciliari.