Cronaca
Guardia di Finanza

Frode fiscale, sequestrati beni per 3 milioni di euro: l'inchiesta tocca anche la Martesana

Tra gli indagati c'è un imprenditore 60enne di Cologno Monzese.

Frode fiscale, sequestrati beni per 3 milioni di euro: l'inchiesta tocca anche la Martesana
Cronaca Martesana, 23 Dicembre 2021 ore 10:10

Frode fiscale, sequestrati beni per 3 milioni di euro: l'inchiesta della Guardia di Finanza tocca anche la Martesana. Tra gli indagati c'è un imprenditore 60enne di Cologno Monzese.

Indagine della Guardia di Finanza: scatta sequestro da 3 milioni di euro

Undici indagati, a cui i finanzieri di Sesto San Giovanni hanno sequestrato beni e liquidità per un totale di tre milioni di euro. Tra loro c’è anche un colognese di 60 anni, ritenuto parte attiva di un sistema composto da società fantasma responsabili di una serie di reati che vanno dalla frode fiscale all’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi, passando per l’occultamento delle scritture contabili. L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi hanno permesso di identificare il dominus dell’organizzazione, un imprenditore che si serviva di una delle società cartiere coinvolte, operante nel settore del trasporto merci su strada, allo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti in favore di altri soggetti giuridici impegnati negli ambiti delle costruzioni e della consulenza sulla sicurezza e igiene dei posti di lavoro. Il tutto per realizzare una serie di operazioni simulate di acquisto e vendita di beni immobili, con la sola finalità di svuotare i conti correnti societari e di trasferire i proventi di natura illecita su quelli del proprio nucleo familiare.

Nei guai anche una "testa di legno" colognese

Il colognese (considerato una "testa di legno", un prestanome) risultava essere il titolare di alcune di queste società. Tra i valori sequestrati ci sono otto terreni, diciannove immobili, diversi orologi di valore, una Mercedes Amg e un autocaravan. Nel corso della perquisizione effettuata nell’abitazione dell'uomo al vertice dell’organizzazione (che vive nell’hinterland di Milano) sono stati rinvenuti anche 42 grammi di marijuana, sette di hashish e l’attrezzatura per la coltivazione indoor di una pianta di "maria". Gli altri indagati vivono tra Nord Milano, Lodi (epicentro dell'indagine), Roma e Benevento.