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Fredy Pacini e la legittima difesa: come Pantigliate, Rodano e Vaprio

Anche il ministro Salvini invoca la legittima difesa per l'imprenditore di Arezzo.

Fredy Pacini e la legittima difesa: come Pantigliate, Rodano e Vaprio
Cronaca Martesana, 29 Novembre 2018 ore 16:15

La vicenda di Fredy Pacini ha fatto il giro d'Italia. Il gommista di Monte San Savino (Arezzo)  due notti fa, lunedì 27 novembre, ha sparato e ucciso Vitalie Tonjoc, un ventinovenne moldavo che assieme ad un complice si era introdotto all’interno del magazzino del gommista armato di piccone. Da tempo l'imprenditore viveva nel suo capannone, dopo aver subito ben 38 furti.

Fredy Pacini e la legittima difesa

Il caso ha scatenato nuovamente il dibattito. Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che non ha usato mezzi termini per sostenere Pacini e ha promesso la legge sulla legittima difesa entro primavera.

I casi nel nostro territorio

La vicenda dell'imprenditore di Arezzo ha riportato alla mente degli abitanti dell'Adda Martesana anche tre casi simili, risolti con l'assoluzione di coloro che avevano ucciso i ladri, ma che hanno comunque dovuto affrontare processi e spese legali.

In principio fu Petrali

Giovanni Petrali, il 17 maggio 2003, si trovava nella tabaccheria di famiglia a Milano. Quel giorno l'uomo, 75enne all'epoca dei fatti, fu aggredito e malmenato da due rapinatori. Una volta ripresosi, li inseguì e sparò, ferendo mortalmente uno dei due aggressori. La sua vicenda giudiziaria durò ben otto anni, alla fine dei quali fu assolto dalla Corte d'Assise d'Appello dopo che in primo grado gli erano stati dati un anno e 8 mesi (con pena sospesa).

Sicignano a Vaprio

Il 20 ottobre 2015 a finire nell'incubo fu Francesco Sicignano, pensionato vapriese. Quella notte l'uomo si trovò di fronte, in casa propria,  il 22enne Gjergi Gjonj, originario dell'Albania. Sparò e lo uccise. Anche la sua vicenda giudiziaria è stata lunga e difficile, con tanto di ricorso delle famiglia del giovane contro l'archiviazione per legittima difesa. Alla fine, però, anche Sicignano ne è uscito pulito.

Corazzo a Rodano

Molto più rapido l'iter per il rodanese Rodolfo Corazzo. In questo caso non ci furono dubbi sulla legittima difesa. Era il 24 novembre 2015 quando l'orfice, rientrando in casa, fu raggiunto da tre rapinatori. I banditi, armati, minacciarono lui, la moglie e la figlia piccola. Ne nacque un conflitto a fuoco, nel quale rimase ucciso Valentin Frrokaj, uno dei tre malviventi.

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