Frecciarossa deragliato l’ultimo saluto al macchinista di Pioltello (VIDEO)

Parole struggenti di ricordo del macchinista pioltellese da parte dei colleghi. "Ogni treno viaggerà con una parte di te".

Martesana, 12 Febbraio 2020 ore 18:03

 

Una grande folla ha voluto dare l’ultimo saluto a Mario Dicuonzo, il macchinista pioltellese deceduto giovedì 6 febbraio a seguito dell’incidente del Frecciarossa nel lodigiano.

Frecciarossa deragliato addio a Mario Dicuonzo

La chiesa di Maria Regina era piena in ogni ordine di posto per l’ultimo saluto al macchinista 59enne deceduto in servizio insieme al collega Giuseppe Cicciù. Dopo il funerale del colognese che si è tenuto ieri, martedì 11 febbraio, nella chiesa di San Giuseppe a Cologno, oggi è toccato a Dicuonzo. Tra le panche del tempio pioltellese spiccava il rosso delle cravatte e dei foulard dei dipendenti di Ferrovie dello Stato, presenti in grandissimo numero per tributare l’ultimo saluto all’amato collega. Un veterano, un maestro come lo hanno definito in molti. Una lunga fila commossa di fronte alla moglie di Dicuonzo,  Chiara, e al figlio Federico. Presenti anche tantissimi pioltellesi che hanno voluto fare sentire la propria vicinanza alla famiglia scossa dalla tragedia.

Istituzioni presenti

Sull’altare bardato a lutto il Gonfalone della città di Pioltello, con il sindaco Ivonne Cosciotti e la sua intera Giunta presenti in chiesa insieme a diversi consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. A rappresentare lo Stato c’era il ministro ai Trasporti Paola De Micheli che ha voluto dimostrare la propria vicinanza ai familiari delle vittime presenziando a entrambi i funerali, senza però rilasciare alcuna dichiarazione per rispetto del dolore della famiglia. Presente anche il governatore lombardo Attilio Fontana accompagnato dal suo assessore Claudia Terzi e il prefetto di Milano Renato Saccone insieme alle alte cariche di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Il ricordo dei colleghi

La celebrazione, guidata dal parroco don Roberto Laffranchi, è stata aperta e chiusa dalla musica e dalla poesia, due delle grandi passioni del ferroviere 59enne. In apertura attraverso la lettura della poesia di Jose Luis Borges “I giusti” e in conclusione con le note classiche che hanno accompagnato il feretro verso l’ultimo viaggio. Uno dei momenti più commoventi, però, è stato il ricordo da parte dei colleghi. In particolare di quelli più giovani che avevano in Dicuonzo un maestro e una guida. Lui che tra pochi mesi sarebbe dovuto andare in pensione, con umiltà e pazienza aveva formato decine di macchinisti per cedere il testimone di una lunga e proficua carriera. “Ogni volta che porteremo in giro un treno, sarà come portare una parte di te visto che a te dobbiamo il nostro essere diventati macchinisti”.

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