Cronaca
Polizia di Stato

Fiorente commercio sui social di abiti griffati contraffatti, due denunciati

Attività investigativa degli agenti del Commissariato di Sesto San Giovanni, partita da un controllo su strada. Poi le perquisizioni nella Bergamasca.

Fiorente commercio sui social di abiti griffati contraffatti, due denunciati
Cronaca Sesto, 14 Marzo 2022 ore 17:49

Fiorente commercio sui social di abiti contraffatti, due denunciati. Attività investigativa degli agenti del Commissariato di Sesto San Giovanni, partita da un controllo su strada. Poi le perquisizioni nella Bergamasca.

Smantellato un vasto commercio di abiti griffati tarocchi

Tutto è partito quando i poliziotti sestesi impegnati nel pattugliamento hanno fermato un'auto. A bordo sono stati trovati un 23enne e un 33enne, vecchie conoscenze delle Forze dell'ordine. Da qui la decisione di andare a fondo. E dalle perquisizioni è emerso come uno dei due fosse al centro di un vasto smercio di abiti online, che vendeva attraverso i social network. Ma le sorprese sono state anche altre.

La macchina è stata fermata mercoledì 9 marzo 2022. Nel bagagliaio del veicolo (intestato a un'altra persona estranea ai fatti) gli agenti hanno rinvenuto numerose felpe griffate complete di etichette, due borse da donna marca Fendi e Louis Vuitton, diverse cinture (anch'esse riportanti marchi importanti della moda), 1.600 euro in contanti suddivisi in vari tagli e un dispositivo Jammer, utilizzato come disturbatore di frequenze e spesso per eludere gli allarmi, oltre a vari arnesi atti allo scasso.

Le indagini dopo il controllo su strada

I contanti, il disturbatore di frequenze e il materiale da scasso sequestrati dalla Polizia di Stato di Sesto

Dopo il controllo su strada, gli agenti della Squadra volante e della Sezione investigativa del Commissariato di Sesto hanno avviato ulteriori accertamenti. Ed è emerso come uno dei due fermati avesse appunto avviato una fiorente attività di vendita di capi di abbigliamento contraffatti, con una vasta clientela con la quale venivano presi accordi sui social network in merito al prezzo e al luogo della compravendita. A casa dello stesso soggetto, gravato da precedenti per spaccio di stupefacenti, sono spuntati fuori, occultati all’interno di una scatola, altri 27.500 euro, impacchettati con macchina per sottovuoto. Un tesoretto di cui l'uomo non ha voluto giustificarne la provenienza. E' stato denunciato per ricettazione, commercio di prodotti contraffatti e spaccio di sostanze stupefacenti (dalle chat sono emerse prove che confermerebbero anche questo "ambito di mercato"). Al complice, invece, pregiudicato per reati contro il patrimonio, sono stati ricondotti il possesso degli arnesi da scasso e il dispositivo Jammer. Sono residenti entrambi nella Bergamasca, rispettivamente a Morengo e a Romano di Lombardia. Ma i poliziotti sestesi hanno eseguito perquisizioni anche a Caravaggio e nello stesso capoluogo di provincia orobico.

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