Fara, si è spento a cento anni Luigi Giussani

Nato a Caravaggio nel 1919 era farese d'adozione e patron dell'azienda di via Trieste ora gestita dai figli.

Fara, si è spento a cento anni Luigi Giussani
Gera, 10 Febbraio 2020 ore 15:40

E’ scomparso giovedì, 6 febbraio 2020, all’età di cento anni Luigi Natale Giussani, per tutti a Fara Gera d’Adda era Careass. Grande cordoglio in paese per un uomo che ha riempito la sua vita di impegno professionale e civile. Imprenditore ed ex consigliere comunale in tantissimi, sabato, lo hanno accompagnato per il suo ultimo viaggio nella chiesa di Sant’Alessandro.

Addio a Luigi Giussani

A dicembre, e precisamente alla Vigilia di Natale aveva tagliato il ragguardevole traguardo dei cento anni ed era stato festeggiato dalla famiglia e dal sindaco Raffaele Assanelli che, per l’occasione, gli aveva consegnato una pergamena a nome dell’Amministrazione.

Nato a Caravaggio ma farese d’adozione, viveva con la moglie Teresa in via Donizetti, e dedicava molto del suo tempo alla lettura dopo aver speso la sua esistenza per la società che porta il suo nome e la famiglia, con cinque figli. Due di loro, ingegneri, hanno seguito le sue orme e portano avanti l’azienda di via Trieste che dà lavoro a 20 operai.

Da muratore a imprenditore

In occasione del suo compleanno lo avevamo incontrato ed era stato lui a raccontarci la sua vita, lunga un secolo.

“Mio padre era un muratore e mia madre una casalinga che ha cresciuto cinque figli, l’ultimo sono io – aveva raccontato tornando indietro nel tempo – ho cominciato a lavorare giovanissimo in una ditta meccanica del paese poi, grazie all’ingegner Ferraris, mi sono trasferito a Milano, dove sono rimasto a lavorare per cinque o sei anni diventando un tecnico. Poi l’ingegnere ha creato un’azienda a Treviglio, sfruttando il bacino di manodopera dei paesi vicini, era un uomo di grande levatura che ha alzato il livello della tecnologia meccanica della nostra zona, e parecchi dei suoi operai, come me, sono riusciti poi a mettersi in proprio. Ho lavorato con tante persone, molte di Calvenzano, e ho studiato molto la fisica da autodidatta”.

L’impegno in politica

Una carriera cominciata bene ma interrotta dall’avvento della Seconda Guerra Mondiale.

“Sono partito per Taranto e là sono stato impiegato come inserviente in ospedale – aveva continuato – per fortuna non ho dovuto combattere. Rientrato a casa sono riuscito a coronare il mio sogno, fondando a Fara, nel 1947, un’azienda tutta mia che produce componenti elettrici di livello avanzato. Nel 1949 mi sono sposato con mia moglie originaria di Vaprio e ho messo su famiglia. Mi sono candidato anche in una lista civica d’ispirazione democristiana e sono stato il più votato, ma ho rifiutato la carica di sindaco e anche quella di assessore perché mi avrebbe tolto troppo tempo”.

Ma il suo impegno, sociale e professionale, gli ha fatto guadagnare l’affetto e la stima dei tanti che in questi giorni si sono stretti attorno alla famiglia per l’ultimo omaggio a un grande uomo.

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