Cronaca

Faceva il barbiere, ma con falsi attestati: la Polizia Locale chiude il negozio

Il Nucleo Annonaria della Polizia Locale di Pioltello ha effettuato i controlli sul professionista scoprendo che il certificato professionale era un falso

Faceva il barbiere, ma con falsi attestati: la Polizia Locale chiude il negozio
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Alle volte (anzi quasi sempre) possono sembrare lenti e macchinosi, ma alla fine arrivano. E quando lo fanno il conto da pagare è salato. Stiamo parlando dei controlli del Comune sulle autorizzazioni alle attività commerciali che, nelle scorse settimane, hanno fatto una nuova vittima. Si tratta di un negozio da parrucchiere che è stato chiuso dalla Polizia Locale di Pioltello e Rodano perché il titolare non aveva i titoli per poter esercitare la professione.

Faceva il barbiere, ma con una falsa certificazione

Ma andiamo per gradi. Il plauso va agli agenti del nucleo Annonaria e Commercio del Comando di via De Gasperi che, in collaborazione con gli uffici comunali competenti, effettuano le verifiche sulle richieste di avvio di nuove attività artigianali e non solo. Il caso in questione riguarda un barbiere di Seggiano che ha presentato la Scia (la Segnalazione certificata di inizio attività) per poter aprire il suo negozio. Un atto che di per sé vale già come preventiva autorizzazione parziale, permettendo al professionista di lavorare in attesa delle verifiche e dei controlli. Che non si sono fatti attendere.

Nel caso dei parrucchieri, in particolare, uno degli elementi fondamentali per l’esercizio è l’essere in possesso di un attestato professionale, rilasciato da enti competenti, che certificano il titolo di barbiere. Il soggetto ha presentato questo certificato, ma subito qualcosa non ha convinto gli agenti dell’Annonaria che hanno deciso di approfondire la questione.

Negozio chiuso e proprietario denunciato penalmente

Così si sono rivolti all’ente riportato sul documento, chiedendo di verificare la posizione del “fantomatico” parrucchiere seggianese, ma di lui non c’era traccia. Una situazione che ha confermato i sospetti che si trattasse di una certificazione falsa.

Il barbiere (o presunto tale) così, invece che nuovi clienti si è ritrovato alla porta i “ghisa” che gli hanno notificato una denuncia penale a piede libero per uso di atto falso, con annessa una sanzione amministrativa da 500 euro. Un provvedimento che è costato all’artigiano anche la chiusura immediata dell’attività, in attesa che ripresenti i certificati necessari alla professione… stavolta originali.

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