Cronaca

L'ex presidente Emergency: "Molestata da bambina da un amico di mio padre"

La denuncia di Cecilia Strada su Facebook: "Avevo 9 anni, mi disse di togliermi i pantaloni"

L'ex presidente Emergency: "Molestata da bambina da un amico di mio padre"
Cronaca Sesto, 07 Novembre 2017 ore 12:57

Ha scelto Facebook per denunciare le molestie subite quando era solo una bambina di 9 anni, ad opera di un amico di suo padre, Gino Strada. "Riordinando la scrivania è spuntato fuori questo: l'avevo scritto un po' di mesi fa, per una raccolta di storie vere. Pensavo l'avrei pubblicato con uno pseudonimo; oggi non vedo più il motivo per farlo".

Il post denuncia su Facebook dell'ex presidente di Emergency

Inizia così il post di Cecilia Strada, ex presidente di Emergency, associazione fondata dal padre Gino, sestese d’origine. Una famiglia molto legata alla città di Sesto San Giovanni, che ha dedicato a Teresa Sarti, madre di Cecilia e moglie di Strada, un premio riservato ai laureati che nelle loro tesi affrontano il tema della cooperazione e della difesa dei diritti umani. Una denuncia che arriva nel pieno dello "scandalo molestie" che sta sconvolgendo il mondo di Hollywood. Ma non solo, anche quello dello show business italiano.

"Avevo 9 anni quando mi chiamò..."

"Avevo nove anni, l’apparecchio ai denti ed ero sola a casa - spiega l'ex presidente di Emergency - Il mondo era ancora un posto senza cellulari e si chiamava sul telefono di casa: "C’è la mamma? C’è il papà?". "Sono a lavorare", dico al signore all’altro capo del filo: quaranta o cinquant’anni più di me, importante e stimato professionista, amico di papà". La me stessa di trent’anni più vecchia dice “metti giù”. La me stessa di nove anni dice "sì"".

"Di che colore hai le mutandine?"

Quell’uomo al telefono continua: ""Come sei vestita?". È un uomo adulto, è un amico di papà, la mamma mi ha insegnato a essere sempre gentile, glielo dico - aggiunge Cecilia Strada - "Ho i jeans e la maglietta". "E le mutandine? Di che colore sono le mutandine?". La trentanovenne ora strilla "Metti giù!". La novenne si sente gelata di vergogna. Dico "Non mi ricordo". "Metti una mano nei jeans e guarda di che colore sono". Non lo voglio fare. È tutto sbagliato. Non so come uscirne. Improvviso: "Non posso farlo. Perché sono troppo stretti", dico. "Mi piacciono i jeans stretti - fa lui - Se sono così stretti devi tirarli giù, per guardare bene"".

"Rimasi un'ora seduta per terra"

La Strada bambina risponde "non posso". E l’uomo - che sarebbe morto da lì a pochi anni - insiste, fino a quando riattacca il telefono. "Rimango per un’ora seduta per terra, sentendomi schifosa - ha ammesso la figlia di Strada - La trentanovenne mi dice: "Lo sai che tu non hai fatto niente, vero? Ha fatto tutto lui". Ma io mi sento uno schifo. Per quel che mi ha detto e anche perché sono stata maleducata con lui. Ho paura che papà lo ammazzi se glielo dico, e contemporaneamente che risponda "non è possibile, non è successo davvero". A distanza di anni la domanda più dolorosa rimane questa: l'ha fatto con qualcun altro? Ha fatto di peggio? E se ha potuto fare di peggio, è perché non ho fatto abbastanza per fermarlo?".

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