Menu
Cerca

Esplosione palazzo, famiglie sfollate sistemate nelle case comunali

Dopo due notti trascorse in albergo, la Giunta ha messo a disposizione degli sfollati alcuni alloggi comunali. Intanto la Procura ha aperto un'inchiesta sulle cause dello scoppio

Esplosione palazzo, famiglie sfollate sistemate nelle case comunali
Cronaca Sesto, 16 Gennaio 2018 ore 17:48

A due giorni dall'esplosione del palazzo di via Villoresi a Sesto San Giovanni, le famiglie sfollate hanno trovato sistemazione nelle case comunali. Intanto la Procura ha aperto un'indagine per far luce sulle cause dello scoppio dovuto a una fuga di gas. Non è esclusa alcuna ipotesi: dalla rottura delle tubature, all'errore umano, fino al gesto volontario.

Stamattina riunione urgente in Municipio per sistemare le famiglie sfollate

Dopo due notti passate in albergo, presso l'Hilton Garden Inn di Villa San Giovanni, questa mattina, martedì, le sette famiglie evacuate dalla palazzina di cinque piani esplosa all'alba di domenica (in tutto 17 persone), che non sono riuscite a trovare una sistemazione alternativa presso parenti, sono state ricevute in Municipio dalla Giunta per fare il punto della situazione e, soprattutto, per conoscere il loro destino. L'intero edificio è infatti tuttora inagibile e le prime stime dicono che ci vorrà almeno un mese per le verifiche statiche e i lavori di sistemazione dei loro appartamenti. Per gli inquilini sono state quindi messe a disposizione alcune case comunali. Cinque famiglie si sono già sistemate in via Dante e a Cascina Gatti (nella casa tolta alla famiglia di egiziani che subaffittavano l'alloggio a connazionali). Altre due nuclei con figli, invece, trascorreranno qualche giorno ospiti alla casa di riposo Pelucca in attesa che vengono pronti altri appartamenti.

Gli appartamenti di via Villoresi dovrebbero tornare agibili entro un mese

"Gli alloggi messi a disposizione rientravano nel piano di alienazione e per questo sono appartamenti privi di arredamento e cucina - ha spiegato l'assessore al Demanio Claudio D'Amico - Il regolamento comunale per le emergenze prevede un ricovero da parte del Comune di tre notti, ma vista la situazione non ce la sentiamo di lasciare per strada le persone e abbiamo provveduto a bloccare la vendita degli alloggi, assegnandoli per il tempo necessario alla sistemazione dei loro appartamenti danneggiati. Operazioni che dovrebbero concludersi nel giro di un mese. Tranne che per i due appartamenti all'ultimo piano distrutti dall'esplosione". Per l'uso dell'alloggio comunale verrà chiesto un contributo minimo forfettario di 100 euro al mese.

L'assessore: "Siamo costantemente vicini alle persone evacuate"

L'assessore Claudio D'Amico
L'assessore al Demanio Claudio D'Amico

"Gli sfollati sono seguiti costantemente e stiamo facendo tutto il possibile per far vivere loro questi giorni di emergenza nel modo meno traumatico possibile. Anche perchè molti di loro sono ancora sotto choc". Continua l'assessore. "Ci tengo a ringraziare il Lions Club Sesto Centro che ha messo a disposizione dei frigoriferi e le aziende che ci stanno facendo avere gli arredi per gli appartamenti. Ringrazio anche tutti i gruppi e le attività che stanno contribuendo in questa emergenza". Dopo il pranzo offerto presso la mensa comunale, questa sera, gli sfollati saranno ospiti del ristorante Pentola d'oro che ha deciso di offrire loro una cena.

Guasto all'impianto, errore umano o gesto volontario: tutte le ipotesi al vaglio della Procura

Intanto la Procura di Monza ha aperto un'indagine sull'accaduto. L'obiettivo è quello di stabilire le cause dell'esplosione, avvenuta nell'appartamento al quinto e ultimo piano, ed eventuali responsabilità. L'inquirenti non tralasciano infatti alcuna ipotesi: dal guasto all'impianto del gas, all'errore umano, fino al gesto volontario. E' stato sentito il 73enne che vive nell'alloggio dove è avvenuto lo scoppio il quale avrebbe raccontato di essere andato a letto verso le 19.30 della sera prima e di essere stato svegliato dall'esplosione. Gli esperti dei Vigili del Fuoco sono tuttora al lavoro per ricostruire l'accaduto: operazione che si dovrebbe concludere entro una settimana.