E’ caccia all’uomo a Cernusco sul Naviglio dopo che un individuo ha estratto una pistola e ha fatto fuoco contro un medico. Poi si è dato alla fuga. L’arma, solo successivamente, si è rivelata essere a piombini.
Terrore a Cernusco
Attimi di vero panico questa mattina, sabato 14 marzo 2026, nei pressi della Casa di comunità di Cernusco sul Naviglio ubicata in via Uboldo, nel cuore del centro storico, contigua all’ospedale cittadino. Un uomo si è presentato nei pressi dell’ambulatorio della Continuità assistenziale, la ex Guardia medica, dove il personale medico presta assistenza a chi ha necessità di visite o di prescrizioni negli orari in cui i medici di base solitamente non lavorano.
Il soggetto ha iniziato a dare in escandescenze. Così, uno dei medici presenti lo ha affrontato. Ed è lì che è spuntata la pistola.
Ha sparato contro il medico
L’uomo, infatti, ha estratto una pistola che, in tutto e per tutto, poteva sembrare un’arma vera e propria. L’ha puntata verso il medico che gli si era fatto incontro e, senza neanche dargli la possibilità di reagire, ha fatto fuoco. Dopo l’esplosione il sanitario ha sentito un dolore al braccio, convinto che il proiettile lo avesse colpito, ma fortunatamente solo di striscio. L’aggressore si è allontanato di corsa e solo dopo alcuni momenti di panico, ci si è resi conto che l’arma non era una vera pistola: con ogni probabilità si trattava di un dispositivo probabilmente ad aria compressa caricato con piombini metallici, senza però il tappino rosso che identifica l’arma giocattolo.
Caccia all’uomo dei Carabinieri
Superato lo shock iniziale, e con il medico fortunatamente illeso, è scattata la chiamata al 112 con il personale dei Carabinieri che si è portato presso la Casa di comunità per raccogliere denuncia e testimonianze dei presenti. Ora i militari sono sulle tracce del soggetto e le indagini sono in corso.
La versione di Asst
Da Asst Melegnano Martesana hanno fatto sapere di essere a conoscenza dell’episodio che, però, pur vedendo coinvolto un medico della Guarda medica non sarebbe avvenuto all’interno della Casa di comunità, ma sulla strada prospiciente, nei pressi del Pronto soccorso dove il sanitario si sarebbe trovato in pausa.