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Emergenza Covid: parte dalla Lombardia il primo treno sanitario, ma di cosa si tratta?

Il convoglio è stato progettato per offrire un livello di assistenza sanitaria fino alla terapia intensiva.

Emergenza Covid: parte dalla Lombardia il primo treno sanitario, ma di cosa si tratta?
Cronaca 09 Marzo 2021 ore 20:36

Parte dalla Lombardia il primo treno sanitario dedicato all’emergenza Coronavirus. Si tratta di un convoglio che consente di trasferire e curare i pazienti con personale sanitario dedicato e su carrozze allestite con specifiche attrezzature mediche. Può ospitare fino a 21 pazienti intubati.

Emergenza Covid: parte dalla Lombardia il primo treno sanitario

E’ stato presentato alla Stazione Centrale di Milano dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, affiancato dall’assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, dall’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi e dal direttore generale dell’Agenzia Regionale per l’Emergenza Urgenza (AREU), Alberto Zoli.

Di cosa di tratta

Il treno sanitario è un convoglio che consente di trasferire e curare i pazienti con personale sanitario dedicato su carrozze equipaggiate con specifiche attrezzature mediche.

Il convoglio, che sarà impiegato a servizio del Paese per emergenze e calamità, è stato realizzato da Trenitalia (Gruppo FS Italiane) nelle Officine Manutenzione Ciclica di Voghera in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU).

Il treno può avere la funzione di trasporto pazienti verso altre zone d’Italia o all’estero per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere, oltre a rappresentare un’integrazione al servizio sanitario territoriale per la gestione delle emergenze, in caso di utilizzo come Posto Medico Avanzato.

L’utilizzo del treno è definito da una convenzione sottoscritta da Trenitalia, Dipartimento della Protezione Civile e AREU.

Fontana “Può arrivare ovunque ce ne sia bisogno”

Un'”ottima iniziativa” secondo il presidente Fontana, frutto della “collaborazione fra istituzioni, Areu, Protezione civile e Trenitalia che consentirà di attivare “un vero e proprio ospedale mobile che può arrivare ovunque ce ne sia bisogno”.

“Ognuno degli attori in campo – ha continuato il governatore – ha messo del suo e, insieme, abbiamo creato qualcosa che è già un modello”. L’auspicio è quello che “non ce ne sia mai bisogno, ma ancora una volta è la dimostrazione che la qualità in Lombardia non manca mai e che la collaborazione porta risultati eccellenti”.

Una vera rianimazione viaggiante

Il direttore dell’Areu Alberto Zoli ha invece ricordato la genesi di questo treno. “Un anno fa – ha detto – abbiamo avuto l’idea di un treno con queste caratteristiche perché necessitavamo di un mezzo diverso dall’aereo in una situazione molto critica.  A marzo abbiamo trasferito 120 pazienti intubati e ventilati, di cui 80 in altre Regioni d’Italia e 40 in Germania. Ad oggi, sono invece 30 i pazienti trasferito da Brescia in altre province della Lombardia”.

“E’ una vera e propria rianimazione viaggiante – ha sottolineato – che può diventare anche un Posto Medico Avanzato. Non è uno spreco, perché le attrezzature e soprattutto il personale sono ordinariamente impiegati nel servizio di soccorso sul territorio”.

“Un grazie speciale, infine – ha concluso Zoli – va alla Fondazione ‘Elisabetta Franchi’ che ha donato 260.000 euro che hanno consentito di dotare il treno sanitario degli indispensabili strumenti salvavita”.

Com’è fatto il treno sanitario

Il treno è costituito da otto carrozze e due locomotori posizionati alla testa e alla coda del convoglio.

Le carrozze sono così suddivise:

– tre carrozze sanitarie con posti letto di terapia intensiva per pazienti ventilati in modo invasivo;

– due carrozze tecniche necessarie per il funzionamento delle apparecchiature medicali e, in particolare, per ospitare i gruppi elettrogeni che creano un sistema indipendente di alimentazione delle dotazioni sanitarie;

– due carrozze di cui una con posti letto per il personale e la seconda predisposta per il coordinamento tecnico-sanitario e per l’area filtro necessaria per il passaggio tra l’area pulita e l’area operativa;

– una carrozza magazzino per il trasporto di tutti i materiali e dei dispositivi medici.

Le caratteristiche e le attrezzature

Il convoglio è stato progettato per offrire un livello di assistenza sanitaria fino alla terapia intensiva, anche in biocontenimento, con la possibilità di integrare altre carrozze con ulteriori funzioni medico-sanitarie.

Ognuna delle tre carrozze sanitarie può trasportare fino a sette pazienti per un totale di 21 postazioni disponibili. Queste carrozze sono gestite da personale sanitario specializzato, personale tecnico-logistico e di direzione per un massimo di 45 operatori.

Il treno ha un’attrezzatura minima necessaria a gestire qualsiasi tipo di emergenza o calamità così composta:

–    21 ventilatori polmonari;

–    1 ecografo;

–    2 emogas analizzatore;

–    21 fra monitor, aspiratori e altre attrezzature;

–    3 postazioni di monitoraggio

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