La notizia era già nell’aria da alcuni giorni e, purtroppo, oggi, 16 gennaio 2026, è arrivata la tragica conferma. Il corpo ripescato nell’Adda, a Capriate San Gervasio lo scorso 5 gennaio, è di Raffaele Magnani, il 67 residente a Merate scomparso lo scorso mese di dicembre dopo essersi allontanato da casa, come riferiscono i colleghi di primamerate.it.
Tragica conferma: è di Raffaele Magnani il corpo ripescato nell’Adda a Capriate
A confermarlo è la stessa figlia di Magnani, Pamela, che ha affidato il proprio dolore ai Social: “Il mio papà è in cielo – scrive – Faccio questa dichiarazione ufficiale nel rispetto delle persone che mi hanno sostenuto con il cuore in questi giorni strazianti. Ringrazio Mirella dell’associazione Penelope Lombardia e Vanessa di “Chi l’ha visto”. Vi ringrazio perchè il vostro non è un lavoro, bensì lo specchio della vostra benevolenza d’animo, della vostra clemenza, gentilezza e totale dedizione al supporto del dolore di ogni essere umano. Grazie per aver fatto il possibile per ritrovare il mio papà. Ora chiedo solo rispetto e silenzio”.

Poi ancora: “La dichiarazione ufficiale è questa, avete la risposta che volevate. Quella che io non avrei mai voluto avere. Ora voglio vivere il lutto senza domande e senza pettegolezzi”.
Il ritrovamento del corpo e le indagini
Il cadavere dell’uomo, scomparso nei giorni precedenti al 19 dicembre dopo aver abbandonato la sua auto alla stazione di Airuno, in un primo momento irriconoscibile e dell’apparente età di 70 anni, è stato rinvenuto lo scorso lunedì 5 gennaio 2025, nelle acque del fiume Adda all’altezza di Capriate San Gervasio. La segnalazione al 112 è arrivata poco prima delle 16 e sul posto si sono portati i Vigili del fuoco, con il nucleo sommozzatori, i Carabinieri di Trezzo sull’Adda, un’ambulanza e un’automedica.
I pompieri hanno velocemente riportato il corpo a riva con i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare che ormai l’uomo era privo di vita. Da subito il sospetto è stato quello che possa essersi trattato di un gesto volontario.
Complesse le indagini degli uomini dell’Arma che, per giorni, hanno cercato di risalire all’identità del cadavere. La stessa figlia dell’uomo, aveva giudicato impossibile riconoscere e stabilire se si trattasse del padre da una semplice foto in quanto, reso irriconoscibile dalla permanenza in acqua. Fino ad oggi, quanto a questa vicenda, dopo l’autopsia e l’esame del DNA, è stata scritta la parola fine.