cronaca

Dopo l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera la Questura intensifica i controlli a Milano Certosa

Oltre 270 persone sono state controllate dal personale della Polizia di Stato e Ferroviaria, un servizio predisposto dalla Prefettura per dare una risposta ai timori dei residenti

Dopo l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera la Questura intensifica i controlli a Milano Certosa

Il brutale omicidio del pioltellese Gianluca Ibarra Silvera ha avuto conseguenze immediate anche sul quartiere dove il crimine è avvenuto, Milano Certosa. Una zona che, a detta dei residenti, è diventato terreno di caccia per microcriminali e gang che spadroneggiano sentendosi i padroni del territorio. E proprio una questione legata alla supremazia sul quartiere potrebbe essere alla base dell’efferato assassinio del 22enne ecquadoregno.

Intensificati i controlli a Milano Certosa

Nell’ambito delle attività di prevenzione, controllo del territorio e rafforzamento della sicurezza urbana programmate in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella serata di ieri, giovedì 28 maggio 2026,  è stato predisposto un servizio straordinario nell’area della stazione di Milano Certosa e nelle zone limitrofe, con l’obiettivo di contrastare spaccio, degrado e illegalità diffusa.

Nel corso del servizio, operato da equipaggi della Polizia di Stato e della Polizia Ferroviaria supportati da contingenti di rinforzo del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, sono stati controllati 276 soggetti, otto dei quali sono stati sottoposti a misure di prevenzione e altri tre sono stati accompagnati per l’identificazione presso la  Questura di Milano. Inoltre, un soggetto è stato denunciato per evasione.

Nella stessa area sono attualmente presenti anche i presìdi mobili della Polizia dello Stato e dell’Arma dei Carabinieri, quale ulteriore punto di riferimento per i residenti del quartiere per la pronta segnalazione di ogni episodio di rilievo e per la presentazione di denunce.

Proseguono le indagini per risalire agli assassini

Continua invece il lavoro delle Forze dell’ordine per dare un nome ai membri della banda di latinos che ha aggredito Gianluca e suo fratello. Oltre alle testimonianze dei presenti, che sono già stati sottoposti a test per il riconoscimento dei soggetti, fondamentale è il supporto delle telecamere di videosorveglianza della zona e non solo. L’occhio elettronico, infatti, ha ripreso per intero la disperata fuga del 22enne, così come le innumerevoli cadute sino a quella che gli è stata fatale, non appena è stato raggiunto dagli inseguitori e accoltellato con una lama e con cocci di bottiglia.

Gli aggressori sono scappati a piedi e utilizzando il treno, per questo le ricerche sono state allargate alle aree limitrofe e non solo con l’obiettivo di assicurare alla giustizia tutti gli assassini di Gianluca.