Diciassettenne convocata nella nazionale Under 19 di calcio: il sogno di Sofia Colombo

"Dopo un infortunio sono tornata a giocare. Ho capito che il calcio non è un gioco ma uno stile di vita".

Diciassettenne convocata nella nazionale Under 19 di calcio: il sogno di Sofia Colombo
09 Settembre 2018 ore 09:00

Sofia Colombo  ha carattere e grinta da vendere. “Il calcio non è un gioco ma uno stile di vita”.

Sofia Colombo: dall’infortunio alla nazionale

Dall’infortunio alla nazionale, quella di Sofia Colombo è una storia di rivalsa e di grande passione. E’ di pochi giorni fa la notizia che vede protagonista la ternese Sofia Colombo. Dopo l’esperienza alla scuola calcio Atalanta Mozzanica, la 17enne, è stata convocata dal Ct Enrico Sbardella nella nazionale Under 19. La convocazione del primo stage si è tenuta a Norcia in queste settimane.

Una carriera iniziata per caso

La giovanissima centrocampista ha iniziato la sua carriera per caso, a soli 6 anni. “E’ nato tutto per gioco”, ha rivelato Sofia. “Un giorno a scuola hanno portato alcune brochure dove sponsorizzavano la scuola calcio di Villa d’Adda e dopo i primi allenamenti mi sono innamorata di questo sport. Negli anni successivi Villa d’Adda è diventato Monvico e, dopo essere diventata troppo grande per giocare con i ragazzi, sono passata alla scuola calcio di Mozzanica. Nonostante amassi alla follia questo sport lo vedevo come un gioco, fino al giorno dell’infortunio. Durante un allenamento ho lesionato il crociato e non ho potuto giocare per un anno. Sono stati momenti terribili, durante i quali la mia famiglia ha dovuto infondermi forza e supportarmi. Il primo mese non riuscivo ad accettare ciò che mi era accaduto ed avevo il terrore di non poter più giocare. Dopo un anno di fermo ho cambiato totalmente mentalità. Ho capito che il calcio non è un gioco per me ma è uno stile di vita, è una passione profonda che voglio continuare a coltivare”.

Scuola, allenamenti e tanti sacrifici

Le giornate di Sofia non sono affatto semplici. Scuola, allenamenti, partite e tanti sacrifici. “Non è facile studiare dopo tre ore di allenamento ma cerco comunque di impegnarmi. Fortunatamente, matematica a parte, non ho mai avuto grossi problemi. Spesso la sera devo restare a casa a riposare invece di uscire a ballare e divertirmi ma sarò sincera, non mi pesa. Sento che sto facendo il possibile per realizzare il mio sogno e che il calcio sarà il mio futuro. Quello che vorrei ora è restare in nazionale e fare del mio meglio. Mi piacerebbe, una volta finite le superiori, studiare fisioterapia, ma questo dipenderà molto dalla mia carriera calcistica. Se sono arrivata così in alto lo devo ai miei genitori e ai mister che mi hanno seguita. Gli allenatori mi hanno fatta crescere calcisticamente ed umanamente rendendomi ciò che sono».
Durante i prossimi mesi, se Sofia verrà scelta, parteciperà agli Europei femminili Under 19 per poi approdare, nel 2020, ai Mondiali di calcio.