L'invito

Decreto “Cura Italia”: “Sosteniamo tv, radio e giornali”

L'invito al Governo dal Corecom: "Mai come ora i media dei territori assicurano la connettività sociale delle comunità martoriate"

Decreto “Cura Italia”: “Sosteniamo tv, radio e giornali”
Martesana, 20 Marzo 2020 ore 16:46

Il  presidente del Corecom Lombardia Marianna Sala lancia un invito al Governo dopo il varo del decreto “Cura Italia”, rimarcando il valore sociale dei media

Decreto “Cura Italia”, Corecom: “Sostegno a tv, radio e giornali”

Marianna Sala, presidente del Corecom Lombardia,  sollecita il Governo a prestare attenzione e sostgno ai media che, in questo momento difficile, svolgono il ruolo fondamentale di connettività sociale nelle comunità.

“Sta destando una certa preoccupazione l’esclusione, dal decreto “Cura Italia” (approvato lo scorso 16 marzo), di una serie di misure di sostegno alla filiera dell’informazione locale, che pure erano state preannunciate nei giorni precedenti la sua emanazione. La cancellazione dal testo finale dello stanziamento aggiuntivo per i contributi a radio e tv locali di cui al DPR n. 146/2017 e delle risorse ipotizzate per la carta stampata trova forse spiegazione in motivi tecnici, che – ci si augura – ne avranno consigliato il recupero in un momento successivo, o nel corso della stessa conversione del decreto in sede parlamentare. Non è pensabile, infatti, che si voglia penalizzare un settore che nell’attuale emergenza sta rivelando ancora di più la sua importanza. Proviamo, infatti, a immaginare questo scenario: che, in questo tempo di clausura anti-contagio, ci svegliamo una mattina senza nessun mezzo di informazione a nostra disposizione. Totalmente isolati. Nessun giornale, nessun TG né radio, nessuna news sul web, nessuna edicola aperta. Difficilmente riusciremmo a sopportare il senso di smarrimento che ci coglierebbe. E’ in questo tempo sospeso – fatto di isolamento, di timori e di speranze – che si avverte ancora di più l’importanza del sistema informativo locale. Perché oltre alle notizie nazionali e internazionali, vogliamo sapere che cosa accade nella via accanto, se il panettiere resterà aperto o se è stato contagiato. Vogliamo sapere quante famiglie sono state colpite dal virus, quanti amici stanno piangendo e quanti sono guariti. Vogliamo quella vicinanza e quel senso di comunità che l’isolamento fa vacillare. In questo tempo di coronavirus l’informazione locale dimostra – una volta di più – il proprio ruolo di connettività sociale nelle comunità. Solo i media locali possono rispondere alla esigenza di prossimità, immediatezza e identità dell’informazione, che la cittadinanza chiede. Ci sentiamo un po’ meno soli, perché sappiamo che c’è qualcuno che monitora la situazione e la racconta, e che rappresenta anche un argine contro le fake news che invadono la rete. E sappiamo che siamo in tanti a leggerla o a ascoltarla. Eppure, nonostante la cresciuta domanda, oggi più che mai i media locali soffrono grandi difficoltà economiche, soprattutto a causa del tracollo della raccolta pubblicitaria che si è accentuata per l’emergenza coronavirus. Per tutti questi motivi, è auspicabile che le prime misure, già approvate dal Governo, vengano integrate al più presto”.

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