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Una richiesta d'aiuto

Covid: "Sono guarita, ma sto ancora male". La paziente zero della Martesana scrive a Gallera

Morena Colombi di Albignano è stata la prima contagiata della Martesana. Ora è guarita, ma il suo corpo porta ancora i segni della malattia

Covid: "Sono guarita, ma sto ancora male". La paziente zero della Martesana scrive a Gallera
Cronaca Cassanese, 05 Luglio 2020 ore 10:40

Covid: "Sono guarita, ma sto ancora male". E scrive una lettera all'assessore regionale alla Salute Giulio Gallera. Firmataria della missiva è Morena Colombi, 59enne di Albignano. E' stata la prima persona a risultare positiva in Martesana e nonostante il tampone negativo il suo calvario non è ancora terminato.

Covid, la paziente zero della Martesana e l'inizio del suo calvario

L'odissea di Morena Colombi è iniziata a febbraio quando per la prima volta ha accusato i sintomi del Covid. Dopo non aver ricevuto risposta dal centralino, si era recata all'ospedale di Treviglio dove era stata sottoposta al tampone, risultato positivo. Trasferita a Bergamo, era stata dimessa alcuni giorni dopo e confinata in quarantena domiciliare. Una volta guarita la donna, che lavora come impiegata ad Agrate Brianza, ha persino donato il plasma per aiutare a trovare una cura. I dolori e la stanchezza non l'hanno però mai lasciata e così ha deciso deciso di chiedere aiuto.

Il gruppo Facebook e la lettera a Gallera

Morena ha in primis creato un gruppo Facebook chiamato "Noi che il Covid l'abbiamo sconfitto" dove si sono ritrovate più di duecento persone che hanno affrontato il virus e condiviso il loro difficile ritorno alla normalità. La donna ha raccolto la loro testimonianze e ha deciso, supportata da decine di persone, di scrivere una lettera all'assessore regionale Giulio Gallera e a tutti i consiglieri lombardi. "Non solo l’unica a stare ancora male - ha sottolineato - Ci sono centinaia di persone che ancora oggi non si sono riprese. Ognuno con una sintomatologia diversa. Per noi non esiste un protocollo medico e dobbiamo andare a tentoni. I nostri medici non sanno come muoversi perché sono di fronte a qualcosa di mai visto prima e a noi toccano continui esami specialistici alla ricerca di una soluzione".

"Cosa succede al nostro corpo?"

"Noi crediamo sia importante capire cosa stia succedendo al nostro corpo perché abbiamo diritto a una vita normale, mentre, in queste condizioni, non siamo neppure in grado di svolgere appieno le nostre attività lavorative - si legge nella lettera inviata da Morena - La domanda che ci tormenta è questa... tornerà tutto come prima? Abbiamo il legittimo desiderio di riprendere in mano la nostra vita purtroppo però ci troviamo ad affrontare una realtà che ferisce più dell'infezione stessa e non vorremmo che il futuro sia fine cura mai".

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