dal 2 novembre

Covid: in Lombardia via ai test antigenici

Prima saranno forniti ad Ats e Asst, poi ai medici di famiglia.

Covid: in Lombardia via ai test antigenici
02 Novembre 2020 ore 12:03

Da oggi, lunedì 2 novembre 2020, i tamponi rapidi antigenici inizieranno a essere utilizzati in Lombardia, anche nelle scuole. «Inizieranno a essere usati inizialmente dalle Ats e dalle Asst lombarde – spiega il presidente Attilio Fontana – e successivamente, grazie a una delibera che sarà presentata in Giunta martedì 3 novembre, saranno forniti ai medici e ai pediatri di famiglia che daranno la propria disponibilità».

Al via i test antigenici

Nello specifico, i test antigenici intercettano specifiche porzioni proteiche presenti sulla superficie virale del Sars-Cov-2 e consentono una diagnosi dell’infezione in tempi assai ridotti. Sono molto importanti per l’individuazione dei possibili casi Covid in diversi ambiti, soprattutto negli ambienti pubblici. “I tamponi antigenici rapidi – prosegue l’assessore al Welfare Giulio Gallera – saranno messi a disposizione di medici e pediatri, delle Usca che effettuano i test a domicilio su indicazione del medico, nel settore scolastico, nelle unità d’offerta residenziali e semiresidenziali, nei pronto soccorso e negli istituti penitenziari per una rapida definizione dei casi positivi e dei contatti stretti”.

Con i medici, i Comuni e anche con la sanità militare

L’utilizzo di questa tipologia di tampone verrà disciplinato anche al di fuori dei percorsi di sanità pubblica. «I medici potranno eseguire i test rapidi in centri e ambulatori privati, oppure nelle farmacie dei servizi purché venga garantita la segnalazione degli esiti all’Ats – specifica Gallera – e fornite le opportune informazioni sulla quarantena o sull’isolamento in caso di positività, oltre alla prenotazione del tampone molecolare di conferma senza costi o procedure aggiuntive per il cittadino. Analoghe prescrizioni valgono in caso di effettuazione dei test da parte del medico in ambito aziendale».

«Le Ats e le Asst – conclude l’assessore al Welafare – in raccordo con i Comuni e avvalendosi in alcuni casi della collaborazione con la sanità militare, hanno predisposto progetti specifici che prevedono l’allestimento di punti per i tamponi sul territorio».

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