il caso

Covid: 90 euro per un consulto al telefono o in video, 450 per una diagnostica a domicilio. Polemica sul San Raffaele

Matteo Piloni (consigliere regionale Pd): "Il pubblico arranca e il privato ingrassa".

Covid: 90 euro per un consulto al telefono o in video, 450 per una diagnostica a domicilio. Polemica sul San Raffaele
Martesana, 16 Novembre 2020 ore 12:03

Un consulto video o telefonico a 90 euro e una diagnostica domiciliare a 450 euro per chi è a casa con il Covid. E’ il servizio che offre il San Raffaele, sul quale  si è scatenata la polemica.

Cure a domicilio, polemica sul San Raffaele

Il servizio (precisiamo, del tutto legale) è proposto sulle pagine del sito Internet dell’ospedale segratese, e offre un vero e proprio tariffario per coloro che si trovano a casa in isolamento ma non hanno (al momento) bisogno di ricovero in ospedale. In un momento in cui la Lombardia è zona rossa e gli ospedali pubblici arrancano, la questione ha già scatenato più di una polemica.

Nel momento in cui il paziente decidesse di aderire, l’iter prevede un primo consulto telefonico per “inquadrare lo stato di salute del paziente positivo a Covid-19 in isolamento nella propria abitazione”. Dopodiché, se “il medico riterrà opportuno effettuare gli esami di diagnostica per accertarsi dello stato di salute del paziente, quest’ultimo potrà prenotare il pacchetto di prestazioni di Diagnostica Domiciliare al prezzo di 450 euro”. Le prestazioni previste sono il prelievo ematico, la radiografia toracica, la misurazione della saturazione e il consulto medico finale.

“Il privato arranca? Ci pensa il San Raffaele”

A scatenare la polemica è stato il consigliere regionale Pd Matteo Piloni:

“Sei positivo al Covid e in isolamento? Le Usca non funzionano come dovrebbero? Tranquilli, ci pensa il privato. Se Ats o il vostro medico non vi chiamano o non rispondono, ci pensa il San Raffaele. Con un consulto video o telefonico a 90 euro e, se il medico lo riterrà, con 450 euro per un servizio di diagnostica a domicilio Il pubblico arranca e il privato ingrassa”.

La nota del San Raffaele

La polemica ha portato la direzione dell’ospedale a emettere una nota nel pomeriggio.

Il servizio di telemedicina dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, è stato implementato ben prima dell’emergenza sanitaria per Covid 19 e nasce con l’obiettivo di portare l’ospedale a casa dei pazienti per mantenere la continuità di cura e dare l’opportunità a chi non può spostarsi di chiedere un consulto con gli specialisti dell’Ospedale. In pochi mesi, oltre 20.000 pazienti hanno aderito al servizio che mette a disposizione specialisti per 43 specialità cliniche. Lo scorso ottobre la telemedicina è stata estesa anche all’emergenza Covid con un servizio che prevede non solo la video visita, ma anche l’eventuale assistenza diagnostica a domicilio per i pazienti positivi al test Covid-19. In sostanza, con un costo inferiore rispetto a una normale visita a pagamento  in ospedale, il paziente può richiedere una video visita con un medico specialista in Covid e in base alla valutazione, se lo ritiene, richiedere al proprio domicilio l’esecuzione degli esami diagnostici: RX torace, esami del sangue,  saturazione e successivo teleconsulto per discutere gli esiti. (Il costo della video visita online è 90 euro mentre il pacchetto di esami diagnostici a domicilio è di 450 euro). Poi, se le condizioni necessitano un approfondimento clinico, il paziente viene indirizzato all’ambulatorio pauci sintomatici con il Servizio Sanitario Nazionale. Se invece il paziente è ritenuto in condizioni severe si avvisa il servizio 118. Nato come servizio dedicato inizialmente all’attività di solvenza, oggi la telemedicina è in fase di test per quanto riguarda l’integrazione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

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