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Covid-19, ai drive-in di Bergamo confermato un caso di variante inglese

Lo ha confermato l'Asst Bergamo Ovest. Identificata in un paziente rientrato dall'Inghilterra e transitato per i controlli obbligatori da uno dei drive-in dell'azienda trevigliese.

Covid-19, ai drive-in  di Bergamo confermato un caso di variante inglese
Cronaca 15 Gennaio 2021 ore 08:16

Anche in provincia di Bergamo è arrivato almeno un caso Covid-19 nella sua temuta (ma non più pericolosa) variante “inglese”. Lo conferma l’Asst Bergamo Ovest, che ha gestito nelle scorse settimane il monitoraggio tramite tampone dei viaggiatori di rientro dal Regno Unito.

E’ transitato da uno dei drive-in dell’Asst Bergamo Ovest

Uno dei pazienti transitati da uno dei tre drive-in allestiti dall’azienda trevigliese è risultato infatti positivo, e le successive analisi genetiche sul campione di virus prelevato tramite tampone orofaringeo hanno confermato che si tratta di un caso della variante inglese. Questa “versione” del Coronavirus è del resto arrivata nei giorni scorsi anche in Lombardia a fine dicembre, e ci sono casi registrati anche a Roma e a Firenze, soltanto questa settimana. E’ comunque   già presente, secondo l’Oms, in almeno cinquanta paesi del mondo.

I drive-in allestiti dall’Asst Bergamo Ovest sono quelli di Treviglio fiera (ad accesso libero), di Ponte San Pietro, Martinengo Dalmine. Non c’è conferma ufficiale dall’azienda, ma sembra che la diagnosi sia stata fatta su un tampone prelevato proprio a Treviglio.

Cos’è la variante inglese

Nelle scorse settimane   in Inghilterra è stata identificata una variante di Coronavirus che avrebbe una capacità di diffusione, e quindi di contagio, più veloce delle varianti finora note del virus. Da qui il nome “gergale” della variante, sulla quale già nelle scorse settimane era scattato un piano di sorveglianza. Il virus inglese è infatti più veloce e più efficiente nel trasmettersi da uomo a uomo, fino al 70% in più. Non è tuttavia, di per sé, più pericoloso. Né, sembra ormai accertato, sono da considerarsi fondati i timori per la “resistenza” ai vaccini finora messi in campo dalla comunità scientifica. Scoperta ufficialmente il 14 dicembre, la variante B.1.1.7, ora chiamata VOC 202012/01 ha avuto origine, secondo l’Imperial College  nel sud-est dell’Inghilterra a settembre.

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