Cronaca
Guardia di Finanza

Corruzione e turbativa d'asta: cinque persone ai domiciliari tra cui quattro dipendenti pubblici. Finanza in Comune a Pessano con Bornago

Le indagini delle Fiamme gialle si sono concentrate anche sul Comune della Martesana. Secondo quanto ricostruito un'azienda elargiva somme di denaro per "ungere" i meccanismi d'asta pubblica.

Corruzione e turbativa d'asta: cinque persone ai domiciliari tra cui quattro dipendenti pubblici. Finanza in Comune a Pessano con Bornago
Cronaca Martesana, 17 Maggio 2022 ore 12:38

Oggi, martedì 17 maggio 2022, la Guardia di Finanza ha fatto visita anche al Municipio di Pessano con Bornago per cercare informazioni su un'inchiesta per corruzione e turbativa d'asta he vede implicate cinque persone, tra ci quattro dipendenti pubblici.

Cinque persone ai domiciliari

Su delega della Procura della Repubblica i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza stanno dando esecuzione ad ordinanze, disposte dal Gip presso il Tribunale del capoluogo, di applicazione di misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di cinque persone (di cui quattro residenti a Carate Brianza, Biassono, Bovisio Masciago e Verano Brianza e una in provincia di Milano) gravemente indiziate, a vario titolo, di corruzione, turbativa d'asta e falso.

Corruzione e turbativa l'asta: 5 persone agli arresti domiciliari tra cui quattro dipendenti pubblici

Contestualmente sono in corso di esecuzione due provvedimenti, emessi d'urgenza dalla Procura di Monza, di sequestro impeditivo di tre aziende illecitamente aggiudicatarie di appalti e affidamenti di servizi, nonché di sequestro preventivo di denari e beni nella disponibilità dell'imprenditore per un importo di oltre 260mila euro, corrispondente all'illecito vantaggio economico conseguito.

Le indagini

Le indagini, delegate ai Finanzieri della Compagnia di Seregno, si sono concentrate su una serie di condotte finalizzate all'illecita aggiudicazione di appalti ad evidenza pubblica e affidamenti diretti che sarebbero state poste in essere, tra il 2019 e il 2021, da un imprenditore residente a Verano Brianza, amministratore (di diritto o di fatto) di tre società operanti nel settore dei servizi di pulizia e manutenzione delle aree verdi, utilizzate "a giro" per partecipare a gare pubbliche in diversi comuni prevalentemente brianzoli con l'obiettivo di aggirare formalmente il principio di rotazione degli affidamenti, anche grazie ad uno stabile asservimento di pubblici ufficiali infedeli.

Più in particolare le indagini hanno ricostruito l'assegnazione alle società dell'imprenditore di appalti per un valore complessivo di oltre 2,5 milioni di euro indetti da parte di una azienda a partecipazione pubblica monzese e di quattro Enti pubblici locali, di cui tre del territorio di Monza e Brianza e uno della provincia di Milano.

Dall'imprenditore somme di denaro, buoni benzina e altre utilità

Sulla base degli elementi raccolti, i pubblici ufficiali indagati avrebbero ricevuto in corrispettivo dall'imprenditore somme di denaro anche in più tranche (variabili da i 1000 euro e i 12mila euro, a volte anche occultate nei cesti natalizia), buoni benzina e/o altre utilità.

Alcune procedure di gara sarebbero state turbate per avvantaggiare le aziende - ora affidate ad un amministratore giudiziario nominato dall'Autorità Giudiziaria - dell'imprenditore indagato, comunicando in anticipo le condizioni tecniche contenute nel capitolato, i tempi di apertura e di chiusura dei procedimenti di affidamento, i nominativi dei concorrenti da avvicinare al fine di stabilire i ribassi da offrire.

In un caso, i pubblici ufficiali coinvolti, ricorrendo ad una perizia suppletiva per una variante "fittizia" e falsificando lo stato di avanzamento dei lavori già ultimati avrebbero attestato, a cantiere chiuso, l'avvenuta esecuzione di ulteriori opere, procurando così al corruttore un ulteriore profitto illecito.

In due occasioni, la condotta d'istigazione alla corruzione dell'imprenditore ha trovato l'opposizione dei pubblici ufficiali che hanno restituito le somme indebitamente consegnate. Complessivamente sono 12 le persone sottoposte ad indagini.

Sulla base del principio di presunzione di innocenza, fanno sapere dalla Guardia di Finanza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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