Udienza preliminare

Corruzione a Pessano, il Comune si costituisce parte civile

Il giudice deciderà se accettare o meno la richiesta a dicembre

Corruzione a Pessano, il Comune si costituisce parte civile
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Si è tenuta ieri, lunedì 3 luglio 2023, l'udienza preliminare per gli indagati per corruzione e turbativa d'asta, che aveva coinvolto anche due dipendenti del Municipio di Pessano con Bornago. Il Comune intanto ha optato per costituirsi parte civile.

Il Comune si costituisce parte civile

Il Comune di Pessano si è costituito parte civile nel processo risultato dalle indagini della Guardia di Finanza per corruzione e turbativa d'asta in cui erano rimasti coinvolti anche due dipendenti del Municipio.

Queste le parole dell'Amministrazione:

Il Comune di Pessano con Bornago e il sindaco Alberto Villa si sono costituiti parte civile nel processo per vedere riconosciuto il danno subìto in termini amministrativi e di immagine. Il riflesso di questa inchiesta ha prodotto un forte rallentamento delle attività dell’Ufficio tecnico, alcune delle quali ben visibili, altre più procedimentali che hanno comportato un eccessivo prolungamento degli iter amministrativi con conseguenti disservizi.

Le lungaggini burocratiche hanno fatto sì che ci sia voluto più di un anno per ripristinare l’organico dell’Area tecnica e poter riprendere le attività a pieno ritmo.

La prossima udienza si terrà il 4 dicembre 2023; in quella sede il giudice deciderà se accogliere o meno la costituzione di parte civile del Comune e del sindaco, ammettendoli al rimborso del danno in caso di condanna degli imputati. Resta intatta la nostra linea garantista, nel corretto solco della Costituzione italiana, per cui auguriamo a tutti gli imputati di poter essere assolti dalle accuse a loro carico.

Patteggiamento nell'aria

Stando a quanto emerso dall'udienza pare, invece, che diversi tra i 14 imputati (persone fisiche e giuridiche) vorrebbero patteggiare. Dalla pena più alta di quattro anni per Francesco Tallarita, imprenditore brianzolo indagato, a scendere per gli altri.

A maggio 2022 erano stati cinque in tutto gli indagati raggiunti da misura restrittiva con le accuse di corruzione, turbativa d’asta, e falso (tutti agli arresti domiciliari).

Uno "spaccato criminale allarmante e inquietante" secondo gli inquirenti, quello emerso dall’inchiesta su Tallarita, incensurato, il quale, secondo il Pm Carlo Cinque e gli investigatori della Guardia Finanza, avrebbe creato una rete di contatti grazie alla quale riusciva ad accaparrarsi molti appalti di piccola o media rilevanza (totale stimato due milioni e mezzo di euro, per un profitto illecito di circa 260mila euro: l’equivalente della somma che gli era stata sequestrata in primavera). Il tutto attraverso tre società a lui riferibili, utilizzate a turno per aggirare il principio di rotazione degli affidamenti.

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