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si ferma tutto

Coronavirus, tutta la Lombardia potrebbe diventare zona rossa

La drastica decisione a seguito dell'esplosione dei contagi.

Coronavirus, tutta la Lombardia potrebbe diventare zona rossa
Cronaca Brugherio, 07 Marzo 2020 ore 21:34

Coronavirus, tutta la Lombardia potrebbe diventare zona rossa. Un provvedimento drastico da parte del Governo per limitare l'emergenza Covid-19 che entrerà (salvo scossoni) in vigore a breve. Si attende comunque l'ufficialità del provvedimento.

Coronavirus, Lombardia zona rossa

Non solo Codogno e i paesi del Lodigiano, ma l'intera regione. Tutta la Lombardia sarà  catalogata come zona rossa. E' il contenuto principale della bozza di decreto del Governo per tamponare l'emergenza.

Nell’articolo 1 della bozza del nuovo decreto del governo compare il divieto di ingresso e di uscita dalla Lombardia e da altre 11 province, e l’estensione delle zone controllate a Piemonte ed Emilia-Romagna. Nel dettaglio, le province diventate zona rossa sono le seguenti: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria.

I contenuti

Il decreto  QUI IL TESTO  conferma le misure attuate sinora e ne inasprisce altre. Nelle aree interessate chiusura di tutte le palestre, piscine, spa e centri benessere. Le competizioni sportive all'aperto sono ammesse solo a porte chiuse. I centri commerciali dovranno essere chiusi ma solo nel week end. Chiusi invece i musei, centri culturali e le stazioni sciistiche. In queste stesse aree le scuole saranno chiuse fino al 3 aprile.

La misura  era stata ipotizzata già nel tardo pomeriggio quando, dopo la riunione con i  sindaci dei capoluoghi di Provincia, la Regione aveva emesso un comunicato in cui si sottolineava la necessità di “mettere in campo misure stringenti e rigorose in base alle quali si possano chiedere sacrifici alle comunità. E’ chiaro che ciò può avvenire solo in presenza di indicazioni rapidissime”.

Poco più tardi era seguita la netta presa di posizione del coordinamento dei medici di terapie intensive che non lasciava spazio a dubbi sulla gravità della situazione:

“L’intera rete delle terapie intensive è stata ristrutturata, creando strutture dedicate nelle quali, completamente bardati per difendersi dall’infezione, si lavora con grande fatica per assistere malati gravi e gravissimi, la cui vita dipende da apparecchiature tecnologicamente complesse disponibili purtroppo in numero limitato. Anche per questo motivo è assolutamente necessaria l’immediata adozione di drastiche misure finalizzate a ridurre i contatti sociali e utili al contenimento dell’epidemia”.

“In assenza di tempestive ed adeguate disposizioni da parte delle Autorità saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria”.

Febbre oltre i 37,5: si resta a casa

Non si potrà uscire di casa con la febbre. Ai soggetti “con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante”.
C’è inoltre il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

Sport solo a porte chiuse

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento di competizioni a porte chiuse. Chiusi anche gli impianti sciistici. Restano inoltre vietate tutte le manifestazioni organizzate, gli eventi in luogo pubblico o privato di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico. Cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati devono sospendere l’attività.
Religione

Scuole chiuse fino al 3 aprile

Resteranno sospese le attività didattiche di ogni ordine e grado, tranne le attività formative a distanza e i corsi di formazione e specializzazione in campo sanitario e medico.

Bar, ristoranti negozi: distanza di un metro o multe

Resteranno aperti bar e ristoranti ma con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Per chi non si adegua scatterà la sospensione dell’attività. Idem per i negozi purché l’accesso sia contingentato ìo comunque tale da evitare assembramenti In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le strutture dovranno essere chiuse. Per chi non rispetta le regole, scatta la sospensione.

Divieto d’accesso a Ps, hospice, Rsa

Gli accompagnatori dei pazienti non potranno permanere nelle sale di attesa dei Pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto. L’accesso di parenti e visitatori a strutture quali case di riposo, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura.

Sospese le riunioni di lavoro

Per legge “sono adottate in tutti i casi possibili, nello svolgimento di incontri o riunioni, modalità di collegamento da remoto” con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti”

Chiusi i centri commerciali

Sabato e domenica sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Potranno restare aperti solo farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.

Cultura, palestre, terme

Sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura. Sospese anche le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, terme.

I dati aggiornati del contagio

I dati aggiornati ad oggi infatti dicono che:

– i casi positivi sono 3.420 (l’incremento elevato rispetto ai 2.612 di ieri è dovuto all’arrivo in blocco di circa 300 tamponi positivi provenienti da Brescia che ieri non erano stati processati).

– i deceduti 154 (ieri erano 135), tutte persone anziane con un quadro clinico già compromesso. L’87% ha più di 75 anni, l’11% ne ha fra 65 e 74 e il 2% fra 50 e 64 anni

– i dimessi e trasferiti al domicilio 524

– in isolamento domiciliare 722

– in terapia intensiva 359 (+50 rispetto a ieri)

– i ricoverati non in terapia intensiva 1.661

– i tamponi effettuati 15.778

I casi per provincia con l’aggiornamento rispetto agli ultimi due giorni

BG 761/623/537

BS   413/182/155

CO   23/11/11

CR   562/452/406

LC   35/11/8

LO   811/739/658

MB   61/20/19

MI   361 (di cui 158 a Milano città, ieri erano 119 /267/197

MN   46/32/26

PV   221/180/151

SO   6/4/4

VA   27/23/17

e 93 in corso di verifica

Fontana: "Bozza pasticciata"

Chiede più chiarezza il governatore della Lombardia Attilio Fontana:

"La bozza del provvedimento del Governo - che ho ricevuto solo in serata - sembra andare nella direzione del contenimento della diffusione del virus, invitando - con misure più incisive - i cittadini alla prudenza. Ciò detto  non posso non evidenziare che la bozza è, a dir poco, 'pasticciata' e necessita da parte del Governo di chiarimenti per consentire ai cittadini di capire cosa si può fare o meno. La confusione è evidenziata anche dalle moltissime chiamate che stanno giungendo al mio telefono e a quello di chi da giorni è al mio fianco per affrontare questa emergenza".

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