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la proposta

Coronavirus, Regione Lombardia chiede scuole chiuse per altri 7 giorni. Oggi, sabato, la decisione

Attesa la risposta del Governo.

Coronavirus,  Regione Lombardia chiede scuole chiuse per altri 7 giorni. Oggi, sabato, la decisione
Cronaca 28 Febbraio 2020 ore 18:07

Scuole e attività chiuse per un’altra settimana  per contenere il più possibile il contagio da Coronavirus in Lombardia, anche nella zona “gialla”. Questa la linea di Regione Lombardia, come ha spiegato poco fa in conferenza stampa l’assessore Giulio Gallera. La richiesta in questo senso della Regione è stata inoltrata al Governo, che dovrà ora decidere sul da farsi. La risposta è attesa per  oggi, sabato 29 febbraio 2020.

Coronavirus, la proposta della Regione Lombardia sulle scuole

«La proposta che avanzeremo al Governo come Regione Lombardia, figlia di un ragionamento scientifico forte e valutata insieme ai massimi esperti, medici e scienziati lombardi, sarà quella di mantenere attiva per un’altra settimana le misure previste nell’ordinanza emessa domenica scorsa, sia nei comuni della “zona rossa”, sia in quelli della “zona gialla”. Anche perché il virus ha un periodo di incubazione di 14 giorni». Lo ha sottolineato l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera nel corso della consueta conferenza stampa indetta nel tardo pomeriggio di ieri (venerdì 28 febbraio 2020) a Milano per fare il punto sulla situazione epidemiologica legata ai contagi da Coronavirus. Tradotto, ad oggi la richiesta è quella di non riaprire le scuole per la prossima settimana. Questa decisione dovrà essere accolta dal Governo, che al momento non si è ancora espresso in merito come ha confermato l’assessore alla protezione civile Pietro Foroni.

Veneto ed Emilia

Anche Veneto ed Emilia Romagna potrebbero usufruire di un'altra settimana di chiusura. Intanto è già ufficiale lo stop alle Università sino all'8 marzo.

Ospedali a rischio

L’esigenza di ridurre la velocità di propagazione di Covid-19 è collegata alla situazione prossima al collasso che si sta già verificando in ospedali come quello di Lodi o Cremona, ma anche a Bergamo.  Se infatti la stragrande maggioranza dei casi si risolve senza conseguenze, i casi che richiedono assistenza sanitaria sono spesso seri e se non si riduce la velocità di propagazione, il rischio è la tenuta dei reparti di Terapia intensiva.

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