Cronaca
nuovo decreto in arrivo

Conte: "Chiudiamo negozi e attività commerciali in tutta Italia"

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Cronaca Martesana, 11 Marzo 2020 ore 21:26

Si va verso un nuovo aggiornamento al Dpcm. Il premier Giuseppe Conte parla all’Italia dopo l’aumentare dei numeri del contagio da Coronavirus che oggi ha superato quota 10mila. Il Governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontananei giorni scorsi aveva chiesto a gran voce una restrizione delle misure adottate.

Il premier Giuseppe Conte: “Chiusi gli esercizi commerciali in tutta Italia”

“Grazie ai sanitari e a tutti voi che state rispettando le misure che il Governo ha adottato, cambiando abitudini e compiendo sacrifici. Sappiate che le vostre rinunce stanno offrendo un importante contributo al paese. Stiamo dando prova di essere una comunità unita e responsabile. Tutto il mondo ci guarda per i numeri del contagio, ma stiamo dando prova di vigore e resistenza. Domani ci prenderanno come esempio positivo che ha vinto la battaglia contro la pandemia. Siamo stati i primi in Europa colpiti, stiamo reagendo con grande forza diventando un modello per tutti gli altri. Governare significa avere una visione a 360 gradi, si tratta di una sfida che mette a dura prova il sistema sanitario nazionale ma anche economia, tessuto produttivo di piccole e medie imprese. Abbiamo fin qui tenuto conto di tutti gli interessi in gioco. Ho fatto un patto con la mia coscienza: al primo posto ho messo la salute degli italiani. Qualche giorno fa vi ho chiesto di uscire lo stretto necessario, la stragrande maggioranza ha risposto in modo straordinario. Ero consapevole che si trattava di un primo passo. Bisognava procedere gradualmente in un paese grande come il nostro, così da predisporsi per accettare i cambiamenti richiesti. Ora un passo in più: ci sarà la chiusura delle attività commerciali e vendita al dettaglio ad eccezione dei generi alimentari, prima necessità e farmacie”.

“No corsa ai supermercati”

“Nessuna corsa ai supemercati, chiudiamo negozi, bar, pub, ristoranti, parucchieri, centri estestici, servizi mensa. Le attività produttive devono incentivare il lavora agile, incentivare le ferie e i congedi retributi. Chiusi i reparti aziendali non necessari per la produzione. Industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive, a condizione che assumano protocolli di sicurezza, adeguati a proteggere i propri lavoratori al fine di evitare il contagio. Sono incentivate fabbriche e industrie a predisporre misure che siano adeguate per reggere questo momento (regolazione turni di lavoro, chiusura dei reparti non indispensabili). Restano garantiti i servizi pubblici essenziali, pubblica utilità, servizi postali, finanziari, assicurativi e attività necessarie rispetto al corretto funzionamento dei settori rimasti in attività. Il settore agricolo continuerà la sua attività, zootecnico di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività. La regola madre resta la stessa, limitare spostamenti per motivi di salute e necessità. L’effetto di questo nostro sforzo si vedrà tra un paio di settimane. Se i numeri dovessero continuare a crescere, non significa che dovremmo affrettarci a varare nuove misure, dobbiamo essere lucidi, misurati, rigorosi, responsabili”.

Nominato il commissario delegato

“Nominierò un commissario delegato con ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare la struttura sanitaria. Si occuperà anche dei nuovi stabilimenti per la produzione di attrezzature. Ho scelto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invi Italia. Si coordinerà con Borelli e la Protezione civile”.

“Il paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno”

Infine: “Se rispetteremo tutti queste regole, usciremo da questa emergenza. Il paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi. Siamo parte di una medesima comunità, ogni individuo gioverà dei propri e altrui sacrifici. Rimaniamo distanti per abbracciarci con più calore domani. Tutti insieme ce la faremo”.

Il Paese ha bisogno della responsabilità di ognuno di voi, ha bisogno di sessanta milioni di piccoli grandi sacrifici. Ognuno di noi ha bisogno dell’altro. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani. Ce la faremo

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