Testimonianza

Coronavirus i volontari del 118 staffette della battaglia al contagio VIDEO

Nove interventi su dieci sono per presunti casi di contagio da Covid. I servizi delle ambulanze sono triplicati dall'inizio dell'emergenza.

Melzese, 20 Marzo 2020 ore 16:23

Se medici e infermieri sono i soldati che combattono in prima linea contro il nemico Coronavirus, gli operatori del 118 sono le staffette che mettono a rischio la loro incolumità per dare il proprio contributo in questa battaglia.

Coronavirus un’emergenza scandita dalle sirene

Impossibile non notare il via vai continuo di ambulanze lungo le strade delle nostre città. Una percezione legata al timore che tutti nutriamo nel cuore, al silenzio quasi surreale che aleggia nei paesi, ma anche a un impennata degli interventi cui sono chiamati. Sono i numeri a dirlo. Da quando è cominciata l’emergenza legata al Coronavirus, infatti, i servizi di volontari e dipendenti che lavorano nel primo soccorso sono triplicati. Le energie sono quasi allo stremo, cominciano a scarseggiare i materiali, i soccorritori si ammalano e sovente mancano i rimpiazzi. Eppure continuano nella loro quotidiana battaglia. A noi chiedono solo di restare a casa.

Mettono a rischio la loro incolumità

A differenza del personale ospedaliero, gli operatori del 118 spesso sono casalinghe, operai, studenti, professionisti e commercianti che decidono di mettere gratuitamente il proprio tempo a disposizione degli altri. Lo fanno ben consapevoli dei rischi cui vanno incontro. Specialmente adesso, mentre si combatte contro un “mostro” in grado di propagarsi a una velocità mai vista prima. Le precauzioni sono fondamentali per salvaguardare la propria salute, ma soprattutto quella del paziente  e dei suoi familiari.

La testimonianza della Croce Bianca Melzo

“In questo periodo viaggiamo a una media di oltre venti interventi al giorno, tre volte quelli che effettuavamo prima dello scoppio del contagio – hanno raccontati i soccorritori della Croce Bianca di Melzo, una delle tante associazioni che cercano di dare il proprio contributo in questa situazione di emergenza – Nel novanta per cento dei casi si tratta di potenziali casi di Coronavirus e quindi il Capo servizio deve indossare tutti i presidi sanitari necessari per salvaguardare la sua incolumità”. Si tratta di materiali monouso, spesso molto costosi, completamente a carico dei vari sodalizi.

L’importanza della solidarietà

Per questo motivo molte associazioni hanno deciso di promuovere raccolte fondi e campagne di sostegno per far fronte al crescere dei costi legati al consumo di materiali. Ognuno di noi può fare la propria parte. Basta visitare i siti web o le pagine Facebook e Instagram dell’associazione del proprio paese e vedere se hanno avviato campagne di raccolte fondi. Un piccolo gesto può fare tanto per vincere tutti insieme questa battaglia.

Il servizio giornalistico completo con i numeri del contagio, le persone che purtroppo non ce l’hanno fatta e l’ondata di solidarietà che si sta sollevando  lo potete trovare sul giornale in edicola e in versione online a partire da domani, sabato 21 marzo 2020. 

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