verso misure epocali?

Coronavirus, Fontana: “Chiudere tutto per ripartire in fretta”

"Le mezze misure, l'abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza"

Coronavirus, Fontana: “Chiudere tutto per ripartire in fretta”
Martesana, 10 Marzo 2020 ore 13:13

Coronavirus, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana pensa a misure ancora più drastiche. Tutto chiuso per 15 giorni.

Coronavirus, Lombardia chiusa?

“E’ il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo l’incontro di questa mattina in video conferenza con i sindaci dei comuni capoluogo di provincia della Lombardia.

Gallera “Una crescita così forsennata il sistema non è in grado di reggerla”

Questa mattina l’assessore al Welfare Giulio Gallera aveva già espresso il suo parere favorevole.

«Sono arrivato alla consapevolezza che dobbiamo adottare le misure più dure possibili per un arco di tempo molto circoscritto. Gli esperti ci dicono che se fermiamo il Paese per 15 giorni potremmo riuscire a sconfiggere o limitare la diffusione di questo virus. Per fare questo è necessario non solo stare a casa ma chiudere le attività produttive e bloccare i mezzi di trasporto»

Dunque l’ipotesi avanzata dalle autorità regionali è quella di un inasprimento ulteriore delle misure precauzionali. «La velocità con cui si sta diffondendo questo virus è enorme – conclude l’assessore regionale -. Giovedì 28 febbraio avevano in terapia intensiva 57 persone, a distanza di nove giorni i pazienti ricoverati in rianimazione erano 399, cioè pari a un aumento del 700 per cento. Questo dato, proiettato in prospettiva, fa venire i brividi. Una crescita così forsennata il sistema non è in grado di reggerla. Ci sono intere regioni che non hanno neanche 300 posti di terapia intensiva. L’unico modo per fermare il Coronavirus è evitare i contatti, dobbiamo stare in casa e adottare comportamenti responsabili».

Anche i sindacati d’accordo

D’accordo con la proposta anche i sindacati. La nota di Cgil, Cisl e Uil.

A noi pare di tutta evidenza che le misure sin qui messe in campo non sono, purtroppo, sufficienti; se milioni di persone continuano a doversi muovere nei nostri territori per andare a lavorare, se viaggiano a stretta vicinanza sui mezzi pubblici, se lavorano fianco a fianco nelle fabbriche, negli uffici, nelle aziende di servizi, ecc., le probabilità di contagio restano altissime.

Inoltre non si può tacere il crescente stato di confusione che stanno generando le differenti scelte organizzative e operative che le singole aziende e amministrazioni pubbliche stanno mettendo in campo, nella ricerca, per approssimazione, di far fronte alle tante, diverse e complesse situazioni che si presentano. Anche alla luce di questo appaiono davvero incomprensibili le resistenze e le difficoltà che alcune parti datoriali stanno opponendo alla possibilità di sottoscrivere il prima possibile l’accordo quadro sugli ammortizzatori sociali.

E’ con questa consapevolezza che chiediamo alla Regione una profonda ma urgente valutazione sulla necessità e l’urgenza di procedere al fermo di ogni attività economica, imprenditoriale, produttiva, di servizio che non sia giudicata essenziale e per la sua natura non sospendibile.

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