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Contrabbandavano liquido per sigarette elettroniche: uno degli indagati percepiva il reddito di cittadinanza

La vendita avveniva tramite una pagina social.

Cronaca 25 Novembre 2020 ore 13:01

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno scoperto una rilevante frode nel settore del commercio di prodotti liquidi da inalazione per sigarette elettroniche.

Contrabbandavano liquido per sigarette elettroniche

Le indagini condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano hanno permesso di denunciare all’Autorità Giudiziaria un soggetto noto con l’alias “il Lodigiano” che, in concorso con un altro individuo, gestiva una filiera commerciale clandestina nel settore dei liquidi per sigarette elettroniche, dalla lavorazione delle materie prime in laboratorio alla spedizione ai clienti finali su tutto il territorio nazionale.
Le investigazioni hanno consentito di appurare che i due soggetti coinvolti, approvvigionandosi sin dal 2015 di nicotina liquida pura dal mercato cinese e mascherandone l’acquisto come “essenze aromatiche” tramite una società formalmente costituita in Slovenia, introducevano la materia prima sul territorio italiano.
Qui, in un grosso magazzino, avevano allestito un vero e proprio laboratorio clandestino per la preparazione e il confezionamento dei liquidi di contrabbando.

La vendita avveniva tramite una pagina social

Tramite una pagina allestita su un noto social network veniva pubblicizzata l’attività illecita, attraverso la quale era possibile raccogliere gli ordini, che venivano perfezionati spedendo i prodotti ai clienti finali tramite servizio postale, ad un prezzo decisamente più vantaggioso rispetto alle rivendite autorizzate.
Gli ordinativi venivano raccolti tramite una casella di posta elettronica dedicata e riconducibile ai due sodali, mentre i pagamenti confluivano su carte prepagate intestate a soggetti prestanome e nullatenenti, di cui uno deceduto nel 2018.
Una volta venduto e spedito il prodotto, non era consentito alcun reso in quanto, come acclarato nel corso delle indagini, il nominativo del mittente corrispondeva sempre ad un nome fittizio.

L’identificazione dei due

Particolarmente ardua è risultata l’iniziale identificazione degli indagati in quanto, per mascherare gli indirizzi IP di accesso alla rete internet utilizzata per gestire il business illegale, gli stessi adoperavano software di anonimizzazione, risultando collegati da località estere (Siria, Nord America, Australia).
Per questo, solo partendo dall’analisi dei filmati relativi alle operazioni di sportello in cui avveniva l’impiego delle carte prepagate per incassare in contanti i proventi della frode, è stato possibile risalire all’identità dei due soggetti coinvolti nell’attività illecita.
Successivamente, seguendo i loro movimenti, attraverso l’analisi di centinaia di ore di registrazione estratte da telecamere di video sorveglianza, nella provincia di Varese è stato individuato anche il laboratorio clandestino dove il prodotto veniva confezionato prima di essere immesso sul mercato.
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire il giro d’affari illecito, pari a diverse centinaia di migliaia di euro, derivante dall’immissione sul mercato di 2,8 milioni di millilitri di prodotti liquidi da inalazione per sigarette elettroniche, con un’evasione d’imposta superiore ai 700mila euro.

L’indagato principale percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza

Al termine delle investigazioni, sono state denunciate due persone per sottrazione al pagamento dell’imposta di consumo sui prodotti liquidi per sigarette elettroniche e indebito utilizzo di carte di pagamento; inoltre, sono stati sottoposti a sequestro, tra l’altro, 953 litri di prodotti per la preparazione della sostanza da inalazione, le attrezzature utilizzate nel laboratorio clandestino e i saldi attivi rinvenuti sulle carte prepagate a disposizione dagli indagati.
A margine, è stato anche scoperto che l’indagato principale percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza, circostanza tempestivamente segnalata, oltre che alla Procura della Repubblica, anche all’Inps, per la revoca e il conseguente recupero delle somme già elargite.

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