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polizia di stato

Confisca dei beni e sorveglianza speciale per il capo ultrà del Milan Luca Lucci

Il leader della Curva Sud non potrà uscire di casa dopo le 22 e dovrà mantenersi lontano 3 chilometri dagli stadi mentre si giocano le partite.

Confisca dei beni e sorveglianza speciale per il capo ultrà del Milan Luca Lucci
Cronaca Sesto, 21 Luglio 2020 ore 13:33

Ancora guai per il capo ultrà del Milan Luca Lucci. Questa mattina, martedì 21 luglio 2020, la Polizia di Stato ha eseguito i provvedimenti di confisca dei beni e sorveglianza speciale nei confronti del leader del gruppo "Curva Sud", già con precedenti penali per stupefacenti e reati contro la persona.

Nuovi guai per Luca Lucci

La confisca e la sottoposizione alla sorveglianza speciale, eseguite stamane dai poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, seguono il sequestro dei beni avvenuto il 24 giugno 2019.

I beni precedentemente sequestrati su proposta del Questore di Milano, con il provvedimento eseguito oggi vengono confiscati e, salvo impugnazione, verranno definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato.
Nello specifico trattasi di una villetta di due piani sita a Scanzorosciate, un'Audi Q5, dieci Rolex, i saldi di tre conti correnti bancari, e infine l'esercizio pubblico denominato "Clan 1899" sito a Sesto San Giovanni, luogo storico di raduno degli ultras del Milan, già oggetto di indagini in passato per reati inerenti gli stupefacenti.

Beni per più di un milione

I beni sequestrati raggiungono un valore complessivo di 1,2 milioni di euro.

Lucci è stato altresì sottoposto alla sorveglianza speciale per tre anni con l'obbligo di  rincasare la sera prima delle  22 e di
non uscire la mattina prima delle 7, con il divieto di accedere e dimorare nei comuni di Milano e Sesto San Giovanni, e con l'obbligo di mantenersi ad almeno 3 chilometri di distanza dagli stadi dove si svolgono manifestazioni calcistiche.

I precedenti

Già dall'inizio degli anni Duemila, appena maggiorenne risultò implicato nell'omicidio di un avvocato consumatosi nel 2006 nonché elemento della "filiera" del traffico di stupefacenti, legata al mondo degli ultras.

Il capo ultrà è stato condannato anche per gravi reati contro la persona, e  in particolare per le lesioni gravissime provocate nel 2009 a un tifoso dell'Inter nel corso del derby calcistico Milan-Inter del 15 febbraio 2009.

Più di recente, il 15 maggio 2018, Lucci è stato arrestato  perché responsabile della compravendita di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, ricevuta presso i locali del Clan di Sesto San Giovanni, oggetto dell'odierno provvedimento di confisca.

Una volta ricostruito il profilo criminale del proposto, a seguito degli accertamenti patrimoniali svolti dalla Divisione Anticrimine è emerso che Lucci, nonostante risultasse svolgere l'attività di elettricista, in realtà traeva le sue fonti di sostentamento, almeno in parte, da attività illecite mantenendo nel corso degli anni un elevatissimo tenore di vita, ingiustificato rispetto alle capacità reddituali.

Oltre al possesso di numerosi orologi di valore, gli accertamenti degli agenti della Divisione Anticrimine hanno evidenziato che lo stesso ha effettuato numerosi viaggi - anche all'estero - in rinomate località turistiche, e  ha acquistato una notevole quantità di capi di abbigliamento e  accessori di lusso.

Si tratta della prima applicazione in Lombardia della confisca antimafia nei confronti di un'esponente ultras legato al mondo del calcio, con legami con la criminalità organizzata; inoltre, dopo le due sorveglianze speciali applicate nel 2019 agli ultras dell'Inter Massimo Piovella e  Nino Ciccarelli per i fatti di Inter-Napoli del 26 dicembre 2018, si tratta della prima sorveglianza speciale applicata a  un ultras del Milan.

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