Comune patrocina convegno "antigay", poi cambia idea...

Ma lunedì la presenza del sindaco come ospite de Il Popolo della famiglia è confermata

Comune patrocina convegno "antigay", poi cambia idea...
Sesto, 12 Dicembre 2017 ore 10:20

Comune patrocina convegno "antigay", poi cambia idea. Prima il patrocinio, con la concessione di una struttura pubblica (e comunale) per lo svolgimento del comizio. Poi - anche a seguito del sollevarsi delle prime polemiche - è arrivata la marcia indietro della Giunta, con l’annullamento della delibera e lo spostamento della location per l’incontro in programma lunedì, a una settimana esatta di distanza da Natale.

Il motivo ufficiale del passo indietro

L’Esecutivo guidato dal sindaco Roberto Di Stefano ha scoperto che Il Popolo della famiglia altro non è che un’organizzazione politica, guidata a livello nazionale da Mario Adinolfi e dall’avvocato Gianfranco Amato. Tra l’altro molto vicina all’Estrema Destra, basti pensare che nella confinante Monza Il Popolo della famiglia si era presentato alle scorse elezioni amministrative assieme a Forza Nuova. E sarà proprio Amato il protagonista della convention che si terrà il 18 dicembre alle 20.45 al Grand Hotel Barone di Sassj di via Padovani, a Sesto San Giovanni. Titolo: "La teoria gender e le colonizzazioni ideologiche", a cui parteciperà anche il primo cittadino. Fino a pochi giorni fa, sulla locandina dell’iniziativa campeggiava il logo dell’Amministrazione comunale e come location veniva indicato lo Spazio Mil di via Granelli. Poi sono arrivate le modifiche "a ritroso".

Le prime proteste

I primi a protestare - a fine novembre - erano stati gli attivisti del blog Lgbt gayburg.com, che avevano parlato chiaramente di "comizio omofobo dell’ultra-integralista Gianfranco Amato", che è presidente dei Giuristi per la vita e segretario nazionale de Il Popolo della famiglia. Poi, pochi giorni fa, altre proteste. Tra queste anche quelle di Mdp. "L'Amministrazione Di Stefano ha concesso il patrocinio all'iniziativa di questo predicatore violento, nemico della verità e mistificatore, uno dei tanti che gira l'Italia urlando contro la “teoria gender” spargendo odio e farneticazioni - hanno sottolineato dal movimento - Il patrocinio è stato poi ritirato, senza peraltro intimare il ritiro delle locandine che lo riportavano, solo perché in realtà si tratterebbe di un partito e ciò è contrario al regolamento comunale. Dunque l'amministrazione Di Stefano concorda con le teorie di Gianfranco Amato? Il sindaco mentre regala presepi in segno di pace alle scuole appoggia e sponsorizza un dispensatore di odio e di menzogne".

Le parole forti del leader de Il Popolo della famiglia

Amato, poche settimane fa, in un incontro pubblico, aveva tuonato contro i sacerdoti "non affini" al suo movimento. Pesanti le parole usate: "I pastori hanno una ignoranza totale… Ci vorrebbe una bella persecuzione, persecuzione con sangue, una Spagna 1936".
A giustificare il dietrofront da parte dell’Amministrazione sono stati gli assessori alla Cultura Alessandra Magro e al Bilancio Nicoletta Pini, che - su Facebook - hanno appunto sottolineato come il regolamento comunale non preveda la concessione di patrocini ad associazioni con fini politici. A Il Popolo della famiglia è stato inoltre chiesto di ritirare tutti i volantini nella prima versione, riportanti il logo del Municipio. Intanto il movimento politico tira dritto per la sua strada. In un comunicato ha sottolineato il proprio impegno «per la tutela dei valori non negoziabili, della vita e della famiglia naturale».
Sabato, Il Popolo della famiglia sarà presente a Sesto San Giovanni con un banchetto, proprio per sponsorizzare la convention di lunedì.

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