L’incidente mentre stava tornando a casa in sella alla sua e-bike, il trasporto in ospedale, l’operazione chirurgica durata tre ore e la fisioterapia. Tuttavia la funzionalità del braccio non tornerà più quella che era un tempo. Quanto accaduto ha spinto un 74enne di Cologno Monzese a lanciare un appello. Perché basta davvero poco a cambiare una vita.
“Da attivo pensionato a portatore di handicap”
Il sinistro che lo ha visto coinvolto è avvenuto lo scorso luglio sulla pista ciclabile che costeggia il Naviglio Martesana, tra Cernusco sul Naviglio e Vimodrone. E lo ha trasformato da “attivo pensionato in portatore di handicap – ha ammesso – Ma se fossi stato ancora un lavoratore, sarei diventato un invalido”.
In pensione dal 2009, dopo 42 anni di servizio principalmente in una società di ingegneria per la costruzione di impianti petrochimici con mansioni di controllo qualità, il lavoro gli ha permesso di girare un po’ tutto il mondo. Dopo la quiescenza ha continuato a coltivare la sua passione per la montagna. Parallelamente anche quella per la bicicletta, passando da quella muscolare al 100% a quella a pedalata assistita.
L’incidente avvenuto sulla ciclabile del Naviglio
“Tornavo da una uscita in e-bike di circa 140 chilometri, per visitare il mio paese natale in provincia di Cremona: un percorso tutto pianeggiante, lungo canali di irrigazione e strade secondarie a bassissimo traffico”, ha raccontato.
Mancavano quattro chilometri all’arrivo a casa e viaggiava a 20 chilometri orari.
“Cinquanta metri davanti a me, dalla direzione opposta, stava arrivando un gruppetto di ragazzi, stimo tra i 15 e 17 anni: ho visto che stavano procedendo distrattamente, per cui ho cercato di mantenermi sulla mia destra il più possibile”.
La distrazione di un ragazzino che gli ha cambiato la vita
Tuttavia, vuoi per distrazione, per gioco o forse perché guardava il telefonino, uno del gruppetto è uscito dalla “traiettoria”, incrociando quella del colognese e colpendo la bicicletta. E’ stato sbalzato in avanti, finendo sull’asfalto e urtando a terra violentemente il gomito e la testa.
“Mi sono accorto subito della gravità della cosa, ma da tenace testone mi sono detto che forse avrei potuto cavarmela con poco – ha aggiunto – I ragazzi si sono fermati, uno di loro ha ammesso il essere il colpevole dell’accaduto e ha anche chiesto scusa. Mentre stavo ancora imprecando e maledendo la sorte, se ne sono andati”.
La richiesta di aiuto, l’ospedale e la fisioterapia
Pensava di farcela a tornare a Cologno, ma il fisico (a causa del dolore) non ha retto. Da qui la decisione di chiamare la moglie e di fare intervenire un’ambulanza, con la quale è stato trasportato al San Raffaele. La Tac ha scongiurato un grave trauma cranico. In tutt’altro modo è andata per il gomito destro, visto che le radiografie hanno fatto emergere fratture varie e scomposte al radio e all’ulna. Il 21 luglio è stato richiamato in ospedale e operato, iniziando la fisioterapia.
“Ma nei prossimi mesi è previsto il ricovero per la rimozione delle osteosintesi, che comporterà un ulteriore intervento chirurgico cui dovrà fare seguito un nuovo periodo di fisioterapia – ha ammesso – In ogni caso il mio braccio destro non sarà mai più come prima. Non voglio entrare nel ginepraio delle responsabilità o domandarmi chi paga tutto questo, perché è chiaro che la responsabilità sta nella irresponsabilità di certi comportamenti e a pagare siamo tutti noi, tra ambulanza, ricoveri, interventi chirurgici, medicazioni, medici e infermieri impegnati giorno e notte. Oltre al fatto che incidenti di questo genere, con fratture sulle articolazioni e seguenti fisioterapie, sono estremamente dolorosi per chi li subisce. Ma quello è solo affar mio e della mia famiglia”.
(L’immagine in evidenza è stata realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale)